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Basket

Basket femminile: la Spagna fugge negli ultimi due quarti, batte la Germania ed è terza ai Mondiali

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Iyana Martin
Iyana Martin / fiba.basketball

La Spagna è terza ai Mondiali femminili di Berlino. Nella finale per il 3° e 4° posto della rassegna iridata a restare fuori dal podio è la Germania, che cade per 81-58 e di nuovo si ritrova in sofferenza insormontabile perché, a livello di esterne, il livello è superiore nelle iberiche e Fiebich non riesce a essere determinante. Per la Spagna 22 con 9 assist della sua ormai nuova stella, Iyana Martin, e 15 di Raquel Carrera, per la Germania 13 di Nyara Sabally e Alexis Peterson.

Si parte subito con una specie di segnale di gabbie libere in attacco, nel senso che le percentuali sono altissime, la coppia Gustafson-Conde, con frammenti importanti di una Martin scatenata, spinge la Spagna fin sul 18-9 e la Germania di fatto non affonda semplicemente perché Nyara Sabally è e resta un problema per la difesa iberica nei primi 6′. Dopo 8’20”, e con la Spagna a quota 22, la Germania interrompe un digiuno durato praticamente metà quarto con Guelich e un suo 2+1. Il primo quarto, alla fine dei conti, va a chiudersi sul 25-15.

Nel secondo periodo la Germania riesce a riaversi in chiave difensiva, stringendo notevolmente le maglie e ritrovando in attacco Nyara Sabally, con il risultato di fermare la Spagna a quota 25 per più di tre minuti e di riavvicinarsi a 21. Solo Martin sblocca le iberiche con la tripla del +7, ed in generale sono lei e Carrera a tenere le spagnole a temporanea distanza di sicurezza, ma la Germania oramai è ripartita, trovando anche in Alexis Peterson una protagonista quasi insospettabile, che fino a questo momento aveva dato un contributo abbastanza relativo. Le tedesche si riavvicinano fino al -2 (38-36) con Wilke, poi con due liberi di Carrera si va all’intervallo sul 40-36.

Al rientro in campo Fiebich piazza da tre il tiro del -1 tedesco, cui però la Spagna reagisce con rabbia, con Cazorla e soprattutto con Carrera. Nel giro di cinque minuti la Germania non segna più, le iberiche scappano via sul +12 e poi ancora sul +16 con Martin e Fam. Le tedesche, dopo sei minuti di attacco praticamente silente, escono dal silenzio con una tripla di Buhner, fino a questo momento non proprio protagonista del match, e sono lei e Sontag a ridurre a otto i punti di distacco. La Spagna, a quel punto, riesce però a controllare la situazione anche quando Sabally rimette la Germania sul -7, perché Martin piazza una tripla al limite dei 24 da campionessa assoluta (a vent’anni!) per il 61-51 con il quale si entra negli ultimi 10′.

Tocca alla Spagna addentare, letteralmente, i primi due minuti del quarto conclusivo. Arriva un parziale devastante, e per buona misura decisivo, di 8-0 con le triple di Conde e Cazorla e i due di Fam in avvicinamento a canestro, cui si aggiungono in seguito il libero di Conde del tecnico fischiato a Fiebich insieme al layup di Martin. Il match di fatto smette di esistere in questa fase, con le due squadre che finiscono per trascinarsi fino alla fine con il punteggio sempre attorno alle 20 lunghezze di margine. La Spagna, alla fine dei conti, è bronzo iridato in virtù del suo 81-58 e fa partire una giusta celebrazione, accolta dalle diverse centinaia (e possiamo tranquillamente dire anche migliaia) di tifosi giunte fino a Berlino. Ma l’applauso più grande se lo prende la Germania, che ha fatto sognare la sua gente fino alla fine.

SPAGNA-GERMANIA 81-58

SPAGNA – Buenavida 1, Ortiz 3, Cazorla* 9, Torrens ne, Pueyo, Conde* 12, Fam* 10, Carrera 15, Gustafson* 9, Florez, Ginzo, Martin* 22. All. Mendez

GERMANIA – Peterson 13, Wilke 3, Sabally* 13, Eichmeyer* 4, Fiebich* 10, Geiselsoder* 2, Daub*, Buhner 6, Guelich 5, Bessoir, Sontag 2, Bielefeld ne. All. Lange

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