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Basket

Basket femminile, alla scoperta degli USA: il Dream Team che sfiderà l’Italia ai Mondiali

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Caitlin Clark
Caitlin Clark / fiba.basketball

Sarà una squadra stellare a tutti gli effetti, la versione di Team USA che l’Italia affronterà domani ai Mondiali di basket femminile. Le stelle della WNBA ci sono quasi tutte, se escludiamo i forfait dell’ultimo minuto da parte di A’ja Wilson e di Kelsey Plum. Eppure, nonostante questo, le americane ieri si sono imposte con grandissima facilità sulla Cina per 94-61 senza fare sforzi veramente eccessivi.

Tutti i fari, ovviamente, erano e sono puntati su Caitlin Clark, la stella che sta riscrivendo il concetto steso di WNBA in giro per il mondo per effetto del suo modo di giocare: estro, capacità di vedere situazioni non consuete, passaggi di un livello superiore. L’esordio è stato da par suo: 14 punti, 11 assist, semplicemente la conferma di quello che fa alle Indiana Fever. Ad affiancarla, come asse ideale del nuovo, c’è Paige Bueckers, anche lei con qualità non normali sia su una linea che sull’altra, cui è bastato molto poco per entrare in ritmo a sua volta con 14 punti. E parliamo delle due che, anche in WNBA, assommano numeri di ordine fuori categoria: la media punti di Clark è di 22,5 quella di Bueckers (Dallas Wings) di 20,5, mentre rispettivamente viaggiano a 8,4 e 5,9 assist ad allacciata di scarpe.

A viaggiare anche lei sopra i 20 di media è Breanna Stewart, una che solo a leggerne il curriculum servono davvero cinque minuti abbondanti di declamazione. Per lei, alle New York Liberty, 20,4 punti e 8,1 rimbalzi di media, in perfetta linea col dominio che è capace di porre in essere sia di là dall’Oceano che, quando gioca nel resto della stagione, in Europa. E parliamo di una che ufficialmente è un’ala grande, ma praticamente i ruoli li potrebbe ricoprire tutti. L’unica altra sopra quota 20 è Kahleah Copper, guardia/ala delle Phoenix Mercury in grado di mettere insieme 21,3 punti a gara.

C’è tanta varietà nel blocco delle esterne a stelle e strisce: l’esperienza e sicurezza di Chelsea Gray, 12 punti e 6,8 assist di media alle Las Vegas Aces, il sangue freddo di Rhyne Howard, 18,3 punti di media alle Atlanta Dream e un passato europeo anche al Famila Schio, e anche una pulizia stilistica tutta da vedere di Sonia Citron, una delle due ultime arrivate, utilizzata poco ieri, ma che avrà tempo per mostrare questa e altre caratteristiche. E c’è anche Jackie Young, anche lei as Vegas Aces, una che in questi Mondiali ha iniziato piano, ma che nella Sin City per eccellenza produce quasi 19 punti a gara.

A proposito di nuovi ingressi, uno dei due è quello di Kiki Iriafen, non proprio una sostituta da poco visto che va quasi in doppia doppia di media alle Washington Mystics con 15,3 punti e 9,4 rimbalzi. Angel Reese negli States ha spesso fatto parlare di sé, e tra le ultime ragioni non certo ultima è quella legata al passaggio dalle Chicago Sky alle Atlanta Dream, ma intanto la sua carriera continua ad andare parecchio forte: 16,1 punti e 12,4 rimbalzi. E poi, in ala piccola, il nome chiave è quello di Napheesa Collier, perno delle Minnesota Lynx che quando non va al tiro (e 18 di media ne fa) sopperisce tranquillamente con i rimbalzi (siamo a 7,3 in quest’annata). Infine, Aliyah Boston: sarà pure meno nota di altre, ma è immensamente solida e costante perché viaggia a 16,9 punti e 8,3 rimbalzi alle Indiana Fever. E per formare una coppia spettacolo con Caitlin Clark il suo contributo serve eccome, perché le difese devono preoccuparsi non di uno, ma di due tornado.

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