Tennis
Tabilo traccia le differenze tra Sinner e Alcaraz: “L’italiano è un robot, lo spagnolo è più completo”
Alejandro Tabilo entra nel dibattito che da tempo accompagna il tennis mondiale e il confronto tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Il tennista cileno, numero 30 del ranking ATP, ha analizzato le caratteristiche dei due protagonisti assoluti del circuito, soffermandosi sulle differenze che, a suo avviso, rendono ciascuno di loro unico.
Intervistato dal sito Clay, Tabilo ha spiegato come affrontare Alcaraz e Sinner rappresenti due sfide completamente diverse. Se lo spagnolo impressiona per la completezza del suo tennis e per le sue qualità atletiche, l’azzurro si distingue per una continuità di rendimento che mette sotto pressione gli avversari dal primo all’ultimo punto.
“Penso che Alcaraz abbia chiaramente molta più potenza e un gioco più completo: è bravo a rete, ha ottime smorzate, è estremamente veloce e possiede una forza fuori dal comune. Jannik Sinner, invece, mi fa pensare più a un robot: forse non ha la stessa velocità di Alcaraz e non colpisce la palla con la stessa potenza, ma mantiene sempre un livello altissimo e non cala mai d’intensità o di ritmo“, ha dichiarato il cileno.
L’analisi di Tabilo evidenzia due modi differenti di dominare il circuito. Da una parte Alcaraz, capace di variare continuamente il proprio repertorio tecnico e di sfruttare un’esplosività atletica fuori dal comune; dall’altra Sinner, la cui forza risiede nella precisione, nella solidità e nella capacità di mantenere standard elevatissimi per tutta la durata dell’incontro.
Secondo il tennista sudamericano, è proprio questa costanza a rendere il numero uno del mondo un avversario estremamente difficile da affrontare. La sensazione, infatti, è quella di dover sostenere ritmi elevatissimi senza concedersi alcun momento di flessione.
“Non importa dove ti trovi in campo, lui arriverà sempre sulla palla con una continuità impressionante. Per quasi tutta la partita sei costretto a cercare di eguagliarlo o superarlo, ed è davvero molto difficile“, ha concluso.
