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CiclismoStradaTour de France

Simone Velasco: “Ho visto Pogacar più tirato rispetto a prima. Evenepoel si è proprio trasformato”

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Simone Velasco
Simone Velasco / LaPresse

Un inizio difficile, un finale positivo. Potrebbe essere questo il modo migliore per descrivere il Tour De France di Simone Velasco, corridore in forza al Team XDS Astana intercettato dai microfoni di Bike Today, trasmissione di approfondimento ciclistico in onda sul canale YouTube di OA Sport a cura di Gianluca Bruno e Gianluca Giardini.

In apertura, l’atleta ha commentato le prime battute alla Grande Boucle, contrassegnate da una caduta che ha compromesso l’andamento della corsa: “Non è stata la partenza che ci aspettavamo. È andata così: siamo caduti e mi sono ritrovato alcuni compagni già stesi, ho cercato di farmi meno male possibile. La partenza ha compromesso la prima parte del Tour, credo sia stato il Tour in cui ho fatto più fatica, anche per via del grande caldo. Pensavo anzi di non riuscire neanche a finirlo“. Successivamente il ciclista ha commentato il grande stato di forma dell’UAE Team Emirates – XRG: “Senza dubbio era una squadra fortissima, un po’ limitata dai problemi fisici avuti nell’ultima settimana. Chiaro però che, quando volevano prendere la corsa in mano, non si discuteva. Dettavano subito un’andatura che per tanti era complesso seguire. Tadej Pogačar al momento è un gradino sopra tutti, e lo dimostra quando decide di fare quello scatto in più”.

Successivamente il classe 1995 ha parlato delle aspettative del suo team, poi non rispettate dal corso degli eventi: “Siamo partiti con l’idea di fare una top 10 con Tejada, ma già dalla cronometro di Barcellona abbiamo dovuto rivedere le nostre ambizioni. Siamo stati fortunati a trovare una grande squadra per le tappe di pianura dedicate ai velocisti. Da metà Tour abbiamo ritrovato anche Harold Tejada in ottime condizioni. Nelle tappe abbiamo cercato di essere presenti per ottenere il risultato sulla singola giornata”.

Il nativo di Bologna ha inoltre rimarcato una grande differenza rispetto al passato: “Il problema è che adesso non c’è nessuno che va piano in salita. Anche nelle tappe di pianura, se vuoi arrivare fresco in volata, devi essere pronto in salita: non dico a stare con i primi 60, ma non puoi neanche staccarti al primo cavalcavia. Non esistono più quei velocisti lì: ora devi andare forte sempre e devi tenere. Il gruppetto adesso fai fatica a farlo. Se hai la giornata in cui non sei al top, ti rendi conto di quanto sia difficile stare nel gruppo dei velocisti rispetto a cinque anni fa. Tutto si evolve alla velocità della luce e il livello medio cresce esponenzialmente”. A discapito di quanto accaduto, dall’interno una squadra come la Visma I Lease a Bike è sembrata molto competitiva agli occhi di Velasco: “Hanno avuto il problema di Matteo Jorgenson nelle prime due settimane, non era quello dello scorso anno. Tutti però dicevano di esporsi ai massimi livelli: significa che tutto sta incrementando le prestazioni in maniera esponenziale. La squadra era forte, sono venuti con la convinzione di poter ostacolare Tadej Pogačar”.

Nonostante l’avvio problematico, il corridore italiano è stato uno dei protagonisti della frazione finale della Grande Boucle, terminata con l’iconico passaggio in salita di Montmatre: “Io mi sono ripreso nell’ultima settimana, volevo cercare di finire bene il Tour e di supportare la squadra come ho provato a fare sempre. Anche lì, solo per prendere la salita di Montmartre, ti rendi conto della differenza. Per arrivare ai piedi della salita si crea moltissimo stress. A livello di pubblico è davvero fantastico: ti rendi conto del motivo per cui è considerata la corsa più bella al mondo e del perché sia uno degli eventi più seguiti dopo le Olimpiadi”. Pogačar? Sicuramente negli ultimi due anni l’ho visto più tirato rispetto a prima. Man mano che cresci, più si tratta di cose che avvengono con la maturità. Ho visto cambiato anche Remco Evenepoel, direi trasformato. Quest’anno l’ho visto cresciuto molto sulle lunghe salite, è stato molto bravo”.

Adesso per Velasco sarà tempo di pensare alle gare italiane di fine stagione: “Ora fino a domenica mi godo la settimana di relax post Tour, poi preparerò il finale di stagione in altura. Successivamente ci saranno le corse italiane: cercherò di ritornare ai livelli degli altri anni. La caduta di febbraio mi ha messo KO: ho avuto un versamento a un rene. Mondiale in Canada? È sempre un onore vestire la maglia della Nazionale, ma prima vediamo di ritornare alle prestazioni abituali”.

CLICCA QUI PER VEDERE L’INTERVISTA COMPLETA A SIMONE VELASCO

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