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Tennis

Rafa Jódar non si pone limiti a Montreal: “L’obiettivo principale è continuare a migliorare”

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Raafael Jodar
Rafael Jodar / LaPresse

Rafael Jodar liquida Arthur Fils nei quarti di finale del torneo ATP di Montreal e continua il suo esponenziale cammino di crescita. Il giovane iberico raggiunge la prima semifinale in un Masters 1000 della sua carriera e nel prossimo turno sfiderà l’americano Brandon Nakashima. Nel post gara Jodar ha analizzato la sua prova e ha ribadito che migliorare rimane il suo principale obiettivo.

Sulla valutazione del proprio percorso: “So di star facendo le cose per bene, con mio padre e tutte le persone a me vicine, e sto semplicemente cercando di seguire la mia strada. Credo che questa sia la chiave e una delle cose più importanti: continuare a impegnarmi e a migliorare, perché ci sono ancora molte cose che devo imparare dentro e fuori dal campo. Cerco di non dare troppa importanza a tutto ciò che accade al di fuori del torneo e di concentrarmi su me stesso”.

Sulla mancanza dell’ossessione per la propria posizione di classifica: “Il mio obiettivo rimane lo stesso: migliorare, scoprire tutti i tornei nel mio primo anno nel circuito e giocare il più possibile, grazie ai risultati. Tutto qui. Non cerco di scalare la classifica; credo che sia secondario e non debba essere la priorità o l’obiettivo. Il mio obiettivo è divertirmi in campo e godermi tutti i tornei che affronterò per la prima volta”.

L’importanza della risposta nel suo tennis: “Tutti i colpi sono importanti, ma soprattutto sui campi in cemento, credo che la risposta sia fondamentale. È un aspetto su cui abbiamo lavorato, come del resto tutto il resto. In partite come queste, in un quarto di finale di un Masters 1000, bisogna cercare di dare il massimo e giocare il proprio tennis. Credo di aver fatto un ottimo lavoro oggi, soprattutto nei momenti cruciali e di maggiore pressione. Bisogna giocare il proprio tennis e cercare di rimanere rilassati”.

Sulla prossima sfida con Nakashima: “È un avversario molto ostico. Se è in semifinale, c’è un motivo: ha vinto delle partite qui e anche la settimana scorsa. Sta giocando un ottimo tennis, quindi dovrò prepararmi per quella partita e preparare il mio corpo, perché sarà un altro incontro difficile, come ogni altra partita qui in un Masters 1000, dove tutti giocano molto bene e ad altissimo livello”.

Sull’esperienza con la pioggia come compagna di viaggio: “Fa parte del gioco, è qualcosa con cui bisogna fare i conti, non solo io, ma anche il mio avversario. Non abbiamo potuto giocare a causa della pioggia e poi, quando stavamo per finire il primo set, ha ricominciato a piovere. Fa parte del gioco. Bisogna accettare la situazione, cercare di essere positivi e sapere che potrebbe essere una partita lunga a causa delle condizioni meteorologiche. Se dovesse succedere di nuovo in futuro, questa partita e questa esperienza mi saranno d’aiuto”.

Sulla fulminea ascesa nel circuito: “Non credo sia facile. Solo perché sto andando bene in questo tipo di tornei non significa che sia facile; è comunque incredibilmente difficile. Fin dal primo turno, come abbiamo visto qui a Montreal quando ho giocato la mia prima partita, è stata molto dura. In questi tornei, tutti giocano molto bene e i risultati tra i giocatori sono molto ravvicinati. Non è così facile come potrebbe sembrare dall’esterno del torneo; è molto difficile”.

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