Nuoto
Nuoto, pioggia di medaglie per l’Italia nella penultima giornata degli Europei. Ceccon e Pilato in finale
La penultima giornata di tante luci e medaglie per l’Italia in questi Europei 2026 di nuoto. Il protagonista azzurro più brillante è Nicolò Martinenghi, che completa la doppietta nella rana veloce: dopo i 100 metri, il campione olimpico si impone anche nei 50 in 26”57, precedendo di appena cinque centesimi Simone Cerasuolo, secondo in 26”62. Il podio ricalca quello dei 100 metri e ripropone anche la coppia azzurra già protagonista a Roma 2022.
Cerasuolo, campione mondiale della specialità, aveva impressionato nei turni precedenti, diventando il secondo performer di sempre con 26”20 in batteria e 26”23 in semifinale. In finale, però, non riesce a ripetere quei riferimenti e chiude a pari merito con l’olandese Koen De Groot, anch’egli accreditato di 26”62.
Splendida anche la prestazione di Anita Gastaldi, capace di conquistare l’argento nei 200 misti con il primato personale di 2’10”07. La piemontese, autrice di una gara molto regolare nelle quattro frazioni, migliora di 90 centesimi il precedente limite di 2’10”97 stabilito agli Assoluti di Riccione nel 2025 e si porta a soli 77 centesimi dal record italiano di Sara Franceschi, fissato a 2’09”30. Il titolo va all’irlandese Elle Walshe in 2’09”81, mentre il bronzo è della belga Roos Vanotterdijk in 2’10”10.
Un altro podio porta la firma di Sara Curtis, terza nei 50 stile libero in 23”99. La velocista piemontese abbassa di dieci centesimi il proprio record italiano, stabilito in 24”09 al Settecolli dello scorso giugno, e aggiunge un’ulteriore medaglia a un Europeo già straordinario, nel quale aveva conquistato l’oro mondiale nei 50 dorso, l’argento con la 4×100 stile libero e due bronzi, nei 100 stile libero e nella 4×100 mista. Davanti a lei chiudono la polacca Maria Wasick, prima in 23”84, e la svedese Sarah Sjöström, seconda in 23”86. Per la prima volta in una finale europea dei 50 stile libero femminili, tre atlete scendono sotto i 24 secondi.
Si ferma invece ai piedi del podio Alberto Razzetti nei 200 farfalla, ma con un nuovo record italiano. Il ligure chiude in 1’54”23, migliorando di cinque centesimi il precedente primato nazionale di Federico Burdisso e di 24 centesimi il proprio personale. Razzetti, terzo fino a pochi metri dal traguardo, viene superato nel finale dal greco Apostolos Siskos, bronzo in 1’54”13. Il titolo va al francese Leon Marchand in 1’51”72, davanti all’ungherese Richard Marton in 1’54”06.
La gara più clamorosa della giornata arriva però dai 1500 stile libero maschili. Il tedesco Johannes Liebmann, 19 anni, firma il record del mondo in 14’26”79, cancellando il 14’30”67 dello statunitense Bobby Finke, stabilito per l’oro olimpico di Parigi 2024. Liebmann riscrive anche il primato europeo di Gregorio Paltrinieri, che con 14’32”80 aveva vinto il titolo mondiale a Budapest nel 2022. Alle sue spalle si piazzano l’ungherese Zalan Sarkany in 14’39”45 e il tedesco Oliver Klemet in 14’40”64. Quinto Luca De Tullio, autore di 14’54”78.
Le semifinali regalano altri spunti importanti in chiave azzurra. Giovanni Guatti centra l’accesso alla finale dei 50 stile libero con il settimo tempo, ex aequo con il portoghese Diogo Matos Ribeiro, grazie al nuovo personale di 21”72. Eliminato Lorenzo Ballarati, dodicesimo in 21”81, anch’egli autore del proprio miglior crono. Il miglior tempo è dell’ucraino Nikita Sheremet in 21”38.
Nei 50 rana femminili Benedetta Pilato accede alla finale con il miglior tempo in 29”84, due centesimi meglio del riferimento nuotato in batteria. L’azzurra precede l’estone Eneli Jefimova, seconda in 29”93, mentre la lituana Ruta Meilutyte, primatista mondiale, è terza in 30”05. Non supera il turno Anita Bottazzo, tredicesima in 30”65.
Finale conquistata anche da Paola Borrelli nei 200 farfalla, con il sesto crono complessivo di 2’08”97. Si ferma invece Giada Alzetta, decima in 2’10”36, comunque protagonista del proprio record personale. L’ultimo tempo utile per l’ingresso in finale è il 2’09”95 della belga Sarah Dumont, mentre la britannica Emily Richards firma il miglior riferimento in 2’07”10.
Razzetti torna immediatamente in acqua dopo il quarto posto nei 200 farfalla e centra la finale dei 200 misti con il quarto tempo delle semifinali, 1’57”46. Il miglior crono è dello spagnolo Hugo González de Oliveira in 1’56”61. Niente finale, invece, per Jacopo Barbotti, nono in 1’58”60, a 27 centesimi dall’ottavo e ultimo tempo utile.
Thomas Ceccon conquista la finale dei 100 dorso agli Europei, qualificandosi con il secondo miglior tempo (52″93). Dopo una batteria controllata, ha migliorato la prestazione in semifinale, gestendo bene la gara senza forzare troppo. Davanti a lui c’è il russo Georgii Iakovelev (52″89), mentre tra i principali rivali ci sono Apostolos Christou, Pavel Samusenko, Yohann Ndoye-Brouard e Mewen Tomac. Domani Ceccon proverà a fare un ulteriore salto di qualità, puntando alla medaglia d’oro, anche considerando le energie rimaste nell’ultimo giorno di gare.
A chiudere i giochi, nella 4×200 sl mista solo ottava la compagine tricolore, che ha risentito le fatiche di Barbotti, schierato poco dopo i misti. Il crono di 7’35″70 la dice lunga. Oro e record dei campionati per la Gran Bretagna (7’24″13).
A un giorno dalla fine, prosegue il duello tra i britannici e gli azzurri per la vetta nel medagliere in vista: il Regno Unito è avanti con 6 ori, 2 argenti e 4 bronzi; il Bel Paese insegue con 5 ori, 4 argenti e 6 bronzi.
