Nuoto
Nuoto, con Sara Curtis l’Italia ha trovato la dorsista della 4×100 mista femminile: gli scenari verso Los Angeles 2028
Potrebbe aprirsi finalmente una nuova era per il nuoto italiano anche nella 4×100 mista femminile, una staffetta che ha fatto tanta fatica negli ultimi anni a tenere il passo delle migliori d’Europa e a dimostrare uno standard di alto livello in ambito mondiale. L’assenza di una dorsista di spessore (anche la miglior Margherita Panziera pagava dazio nei 100) aveva quasi sempre affossato le speranze azzurre di giocarsi qualcosa di veramente importante, ma adesso tutto potrebbe cambiare grazie all’esplosione improvvisa di Sara Curtis sulla doppia vasca a pancia in su.
La teenager piemontese non è più infatti soltanto la stella della velocità tricolore a stile libero (bronzo europeo nella gara individuale dei 100, frazione lanciata da 51.79 in una staffetta), ma anche di gran lunga la miglior dorsista italiana su piazza. Dopo aver firmato due record mondiali in 24 ore laureandosi campionessa europea sui 50, Curtis ha dimostrato stamattina di poter puntare in alto in prospettiva anche nei 100 dorso nuotando un eccellente 58.75 nelle batterie della 4×100 mista femminile.
Si tratta di un riscontro cronometrico veramente notevole, che le sarebbe valso addirittura il bronzo nella prova individuale di questa rassegna continentale parigina a otto decimi dal nuovo primato europeo (57.94 della francese Mary-Ambre Moluh) della specialità. Inutile sottolineare come i margini di miglioramento siano ancora importanti per una ragazza di 19 anni con una velocità di base spaziale che di fatto non ha mai preparato in maniera specifica questa gara.
Ad oggi non ci sono altre dorsiste italiane capaci di scendere sotto i 60″, quindi il gioco vale la candela e conviene sicuramente dirottare Curtis in prima frazione (anche per non far nuotare le frazioniste successive nelle onde) lasciando spazio in questo momento all’affidabile Emma Virginia Menicucci di turno ed in futuro all’enfant prodige classe 2011 Alessandra Mao, già capace di stampare un assurdo 53.37 lanciato in chiusura della 4×100 sl a soli 15 anni.
A completare il quadro c’è una solida Benedetta Pilato, ormai stabile sull’1:05 a rana, mentre il vero handicap dalle superpotenze mondiali resta a delfino in attesa della crescita di una promettente Caterina Santambrogio (classe 2009) che sembra ormai pronta al salto di qualità dopo aver realizzato quest’estate agli Europei Junior una frazione da 57.47 in staffetta. Mettendo tutto assieme il target può essere un tempo complessivo sui 3 minuti e 54 secondi, che proietterebbe la 4×100 mista femminile azzurra a ridosso del podio olimpico e iridato.
