Nuoto
Medagliere sport acquatici: Italia in testa con margine risicato. Cosa aspettarsi dal nuoto in corsia
Da domani al 16 agosto, gli Europei di nuoto in vasca terranno banco e contribuiranno a definire i nuovi equilibri del medagliere degli sport acquatici a Parigi. Al momento, l’Italia guida la graduatoria con 7 ori, 7 argenti e 9 bronzi, davanti a Germania (7-5-6), Gran Bretagna (6-2-4) e Russia, rappresentata dagli atleti neutrali (5-4-4). Un margine tutt’altro che rassicurante per gli azzurri, che potrebbero quindi vedere cambiare gli equilibri al termine della rassegna.
Il Bel Paese potrà contare sulle proprie stelle e su chi ambisce a diventarlo. Thomas Ceccon e Nicolò Martinenghi, campioni olimpici due anni fa nella Ville Lumière, ci saranno, ma con ambizioni tutte da verificare. Il vicentino è iscritto a cinque gare e, per sua stessa ammissione, proverà a disputarnee quattro, rinunciando ai 100 farfalla.
Per Ceccon si tratta di una preparazione sperimentale, con il lavoro in altura a Sierra Nevada, in Spagna, effettuato a ridosso della competizione. Un avvicinamento studiato per valutarne l’efficacia e capire se potrà essere replicato in futuro. In vasca, l’azzurro cercherà di essere competitivo sull’intero ventaglio delle distanze del dorso — 50, 100 e 200 metri — tentando il colpo anche nei 50 farfalla.
Diverso il discorso per Martinenghi. Il problema alla spalla sinistra non gli ha permesso di arrivare all’appuntamento nelle condizioni ideali. Tete dovrà inoltre fare i conti con una selezione interna particolarmente agguerrita. Simone Cerasuolo punta infatti alla doppietta nei 50 e nei 100 rana, pronto a contendersi spazio e medaglie in una specialità che, in Italia, offre un patrimonio di talento considerevole.
Restando alla rana, c’è Benedetta Pilato, impegnata nel proprio percorso di rilancio. La difficile vicenda della scorsa estate a Singapore è ormai alle spalle. Alla corte di Mirko Nozzolillo, a Roma, Benny sembra aver ritrovato la serenità necessaria per esprimere nuovamente quell’aggressività in vasca che da sempre caratterizza il suo modo di gareggiare, tanto nei 50 quanto nei 100 metri.
La spinta del settore femminile, del resto, sarà fondamentale. Sara Curtis e Simona Quadarella sono pronte a prendersi le proprie responsabilità. La piemontese, forte dell’esperienza maturata negli Stati Uniti, ha acquisito consapevolezza e convinzione. I tre primati stabiliti al Settecolli — nei 50 stile libero, 50 dorso e 100 stile libero — parlano chiaro. Le avversarie non mancheranno, ma essere ancora in piena rampa di lancio potrebbe consentirle di sfruttare l’effetto sorpresa.
Quadarella, invece, è tornata rigenerata dall’esperienza in Australia, dove ha ritrovato stimoli e motivazioni per continuare a competere ai massimi livelli, con l’obiettivo di migliorarsi ancora nonostante sia una classe 1998. L’accoppiata 800-1500 stile libero rappresenta il bersaglio principale, con un occhio anche ai 400.
Tra gli uomini, si attende invece un salto di qualità da Carlos D’Ambrosio nei 100 e nei 200 stile libero, in un contesto di gara che si preannuncia particolarmente competitivo. Proprio l’elevato livello della concorrenza potrebbe però diventare uno stimolo ulteriore per l’italo-cubano, chiamato a trasformare la pressione in un’opportunità di crescita.
E poi ci sono le staffette. In passato, le prove a squadre sono state uno dei forzieri della Nazionale, capace di raccogliere medaglie pesanti e dare ulteriore slancio al bilancio complessivo. Considerate la profondità della squadra e la qualità dei singoli, è lecito attendersi un rendimento dello stesso livello, con un impatto potenzialmente decisivo sul medagliere.
La concorrenza, tuttavia, sarà agguerrita. Russia e Gran Bretagna, in particolare, hanno tutte le carte per insidiare l’Italia. Tra gli uomini, Egor Kornev è al vertice del ranking nei 50 e 100 stile libero e nei 50 farfalla. In cima alle classifiche figurano inoltre Kliment Kolesnikov nei 50 dorso e Kirill Prigoda nei 100 rana.
Il Regno Unito può contare su una profondità ancora maggiore, con numerosi atleti ai vertici delle classifiche continentali. Tra gli uomini spiccano Oliver Morgan nei 100 dorso, Filip Nowacki nei 200 rana, Duncan Scott nei 200 misti e James Guy nei 200 stile libero. Tra le donne, invece, attenzione a Frey Colbert nei 200 stile libero, Katie Shanahan nei 200 dorso, Angharad Evans nei 100 e 200 rana, Kenna Macinnes nei 200 farfalla, Abbie Wood nei 200 misti e Amalie Smith nei 400 misti.
Anche la Germania non starà a guardare, sospinta da Lukas Maertens nei 200 e 400 stile libero e da Johannes Liebermann negli 800 e 1500. Al femminile, Angelina Koehler nella velocità del delfino e Isabel Gose nel mezzofondo sono pronte a dare battaglia.
Il quadro è dunque quello di una lotta serrata, nella quale l’Italia parte davanti ma con un vantaggio tutt’altro che inattaccabile. Gli Europei saranno un banco di prova importante per le stelle azzurre, ma anche un’occasione per capire quanto il movimento possa contare sulle nuove leve. E, soprattutto, quanto le medaglie conquistate finora a Parigi possano ancora pesare sugli equilibri del medagliere.
