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Nuoto, Europei 2026: le speranze di medaglia dell’Italia. Sfida a Gran Bretagna, Russia e Francia per il medagliere

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Sara Curtis
Sara Curtis / LaPresse

Da domani al 16 agosto, la piscina di Parigi sarà il teatro delle sfide tra nuotatori e nuotatrici. Il piatto forte degli Europei degli sport acquatici è pronto per essere servito agli appassionati e l’Italia vuole rispondere presente, in un contesto qualitativo e competitivo più elevato rispetto alle ultime apparizioni.

La presenza di una Russia più numerosa, ancora sotto la bandiera degli Atleti Neutrali Individuali (B), e la qualità di Francia, padrona di casa, Gran Bretagna e Germania certificano una competizione dal coefficiente di difficoltà decisamente più alto. Una prova generale di livello internazionale, dunque, nella quale il movimento azzurro è chiamato a misurarsi con avversari di spessore e a dare risposte importanti in vista dei prossimi appuntamenti.

In quest’ottica, il Bel Paese potrà contare sulle proprie stelle e su chi ambisce a diventarlo. Thomas Ceccon e Nicolò Martinenghi, campioni olimpici due anni fa nella città degli Innamorati, ci saranno, ma con ambizioni tutte da verificare. Il vicentino è iscritto a cinque gare e, per sua stessa ammissione, proverà a disputarne quattro, rinunciando ai 100 farfalla.

Per Ceccon si tratta di una preparazione sperimentale, con il lavoro in altura a Sierra Nevada, in Spagna, a ridosso della competizione. Un avvicinamento studiato per valutarne l’effettiva efficacia e capire se potrà essere replicato in futuro. In vasca, l’azzurro cercherà di essere competitivo sull’intero ventaglio delle distanze del dorso — 50, 100 e 200 metri — provando a piazzare il colpo anche nei 50 farfalla.

Per quanto riguarda Tete, invece, il problema alla spalla sinistra ha rappresentato una criticità che non gli ha permesso di arrivare all’appuntamento nelle condizioni ideali. Martinenghi dovrà inoltre confrontarsi con gli altri azzurri in una selezione interna che si annuncia spietata. In quest’ottica, Simone Cerasuolo punta alla magica doppietta nei 50 e nei 100 rana, pronto a contendersi spazio e medaglie in una specialità particolarmente ricca di talento.

Restando alla rana, c’è Benedetta Pilato, impegnata nel suo percorso di redenzione. La spiacevole vicenda della scorsa estate a Singapore è ormai alle spalle. Alla corte di Mirko Nozzolillo, a Roma, Benny sembra aver ritrovato la serenità necessaria per tornare a esprimere quella aggressività in vasca che da sempre ne caratterizza il modo di gareggiare, sia nei 50 sia nei 100 metri.

Una squadra, quella azzurra, nella quale la spinta delle donne è notevole. Sara Curtis e Simona Quadarella sono pronte a prendersi le proprie responsabilità. La piemontese, rafforzata dall’esperienza maturata negli Stati Uniti, ha acquisito consapevolezza e convinzione. I primati a pioggia del Settecolli, nei 50 stile libero, 50 dorso e 100 stile libero, parlano del resto molto chiaro. Le avversarie non mancheranno, ma essere ancora in piena rampa di lancio potrebbe permetterle di giocare la carta dell’effetto sorpresa.

La romana, dal canto suo, è tornata rigenerata dall’esperienza in Australia, dove ha ritrovato stimoli e voglia di continuare a lottare in piscina, con l’obiettivo di migliorarsi ancora nonostante sia una classe ’98. L’accoppiata 800-1500 stile libero rappresenta il principale obiettivo, con un occhio anche ai 400.

In tutto questo, si attende un salto di qualità da Carlos D’Ambrosio nei 100 e nei 200 stile libero, in un contesto di gara che si preannuncia particolarmente complicato. Ma proprio il livello della concorrenza potrebbe diventare uno stimolo ulteriore per l’italo-cubano, chiamato a trasformare la pressione in un’occasione di crescita.

E poi ci sono le staffette. In passato, le prove a squadre sono state una sorta di forziere della compagine tricolore, capace di raccogliere medaglie pesanti e di dare ulteriore slancio al bilancio complessivo. Vista la profondità della squadra e la qualità dei singoli, è lecito attendersi un rendimento dello stesso livello, con un impatto potenzialmente significativo sul medagliere.

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