Atletica
“Jonathan, arrivo: ora non dubiti più…”. Andy Diaz manda un messaggio a Edwards e confessa: “Il primo salto era record del mondo”
Andy Diaz è planato a 18.15 metri, diventando il quarto uomo della storia del salto triplo e fermandosi ad appena 14 centimetri dal record del mondo detenuto dal britannico Jonathan Edwards, che comanda le liste internazionali da ben trentuno anni. Il fuoriclasse italiano si è esaltato sulla pedana dell’Alexander Stadium di Birmingham, laureandosi Campione d’Europa con una misura sensazionale: per la prima volta in carriera ha superato il mitico muro dei diciotto metri, ha preso a sberle il proprio record italiano (17.87) ed è entrato definitivamente in una nuova dimensione, quella riservata ad appena nove atleti.
L’allievo di coach Fabrizio Donato ha poi voluto mandare un chiaro messaggio a Edwards attraverso i canali federali: “18.15, va beh niente di che, sapevamo che potevamo farlo. Lo abbiamo fatto. Siamo ancora più vicini: Jonathan, aspetta, arrivo. Sto arrivando, sto arrivando, Jonathan. Tre gare e ci arriviamo. Se prima dubitavi, ora non dubiti più“. Il due volte Campione del Mondo indoor si è dunque dato un ristretto arco temporale per volare oltre i 18.29 punti imposti dal britannico nel 1995: tre gare significa entro la conclusione di questa stagione, con gli appuntamenti di Diamond League e qualche altro meeting a cui potrebbe partecipare da qui fino a fine settembre.
Andy Diaz ha poi proseguito nel proprio racconto e si è soffermato sul primo salto di ieri sera, nullo per appena quattro centimetri e decisamente lungo: “Fabrizio (Donato, n.d.r.) mi ha detto che il primo salto era record del mondo“. Da tempo il 30enne dichiarava di voler andare oltre i diciotto metri e fare il record del mondo, ma non è certo che tutti lo abbiano preso sul serio: “Ci credevate alle mie promesse? Sono “seguro” che qualcuno non credeva alle mie parole“.
