Atletica
I QUATTRO DELL’AVE MARIA! La 4×400 valica le porte della mitologia e fa piangere la Gran Bretagna: l’Italia vince il medagliere!
ABBIAMO VINTO LA STAFFETTA DEL MIGLIO MASCHILE. Scriviamolo a caratteri cubitali, perché è un’impresa ai limiti del trascendentale: A CASA LORO, NELLA PATRIA DI QUESTA PROVA, nella tana di chi considera la 4×400 uomini come la matrice dello sport tout court (non solo dell’atletica). Se si è forti in questo gesto, sta bene l’intero movimento nazionale. Dicono in Terra d’Albione, pronunciano fieri oltre Manica. Allora stasera abbiamo impartito una lezione di caratura spaventosa, li abbiamo battuti nel testa a testa, sul filo di lana, nella gara che più amano.
Italia vs Gran Bretagna, nella finale degli Europei 2026 di atletica, si risolve per tre piccoli centesimi in favore del quartetto tricolore. Sulla pista dell’Alexander Stadium di Birmingham, davanti a un pubblico ammutolito per avere assistito alla sconfitta dei padroni di casa. Zittiti, a capo chino. Era la gara che assegnava il primo posto nel medagliere della rassegna continentale: i britannici si trovavano al comando con 9 ori, 7 argenti, 2 bronzi contro i 9 ori, 5 argenti, 6 bronzi. La nostra Nazionale aveva un solo modo per operare il controsorpasso: chiudere davanti ai rivali diretti al primo o al secondo posto.
Serviva l’impresa: vero che in batteria si era firmato il record italiano e si era riemersi dalle ceneri di un paio di anni complicati, in cui non ci si era qualificati alle World Relays e non si è portato a casa il pass per i Mondiali 2027 (ci sarà modo), ma nel corpo a corpo bisognava spingersi oltre l’impensabile. I Quattro dell’Ave Maria lo hanno fatto: la 4×400 maschile ha regalato all’Italia il decimo oro di questa edizione, che è valso il primo posto nel medagliere proprio come successo a Roma 2024. È la nuova esaltazione dell’atletica italiana, sempre più ai vertici, sempre più capace di sognare.
Edoardo Scotti si comporta da vero trascinatore ai blocchi di partenza, scatta con un alto tempo di reazione (0.175) e gestisce la parte iniziale, poi apre il gas come di consueto (45.5 il parziale) non concede praticamente nulla a un talento come Matthew Hudson-Smith e passa un ottimo testimone a Luca Sito. Il 23enne lombardo è tornato in forma proprio per questo evento, spinge per tutto il giro della morte, sul rettilineo passa Toby Harris, chiude in 44.4 e lancia uno scatenato Mohamed Soudassi.
Il 19enne è l’uomo rivelazione della stagione: non si preoccupa di gestire e corre a spron battuto, senza remore, con tutto quello che ha nelle gambe e nel cuore. Frazione da 44.6, annichilisce un uomo esperto come Ben Jeffries e l’Italia è prima con mezzo secondo di vantaggio all’ultimo cambio. Serve il miglior Lorenzo Benati, che è fantastico fino all’imbocco sul rettilineo, ma poi inizia a piantarsi (parziale di 44.6). Da dietro riemerge di gran carriera Charles Dobson, che va in corsia di sorpasso, ma Benati si slancia e batte il britannico al photo-finish, mettendo l’ascella davanti.
Il cronometro recita 2:59.16 contro 2:59.19. Memorabile. Bronzo al collo dell’Olanda (2:59.49), davanti al Belgio (2:59.51) e all’Ungheria (2:59.68). L’Italia non aveva mai vinto la 4×400 maschile agli Europei in 92 anni di storia.
