Pallavolo
Haak trascina la Svezia, Grecia e Belgio al tie-break, la Slovenia travolge la Germania: tutti i risultati del day2 degli Europei di volley
Seconda giornata ricca di sorprese, maratone e primi segnali importanti agli Europei 2026 di volley femminile. Se Polonia, Slovenia e Cechia hanno scelto la via più breve, imponendosi con autorità in tre set, altrove l’equilibrio ha dominato la scena. Tre incontri sono arrivati al tie-break: la Svezia ha rischiato grosso contro la Slovacchia prima di conquistare la seconda vittoria consecutiva, la Grecia ha piegato l’Ucraina al termine di una sfida dai continui cambi di inerzia e i Paesi Bassi hanno dovuto respingere due volte il ritorno della Romania. Cinque set anche a Baku, dove il Belgio ha superato una combattiva Spagna. Fra le prestazioni individuali spicca soprattutto quella di Isabelle Haak, trascinatrice della Svezia con 38 punti, mentre Martha Anthouli ne ha messi a segno 28 nel successo greco. La fase a gironi comincia così a offrire indicazioni più precise, con alcune favorite già lanciate e diverse outsider capaci di rendere tutt’altro che scontata la corsa alla qualificazione.
La Slovenia firma un successo pesantissimo nel gruppo A degli Europei 2026 di volley femminile, superando la Germania con un netto 3-0 (25-22, 25-21, 25-20). Una partita sempre combattuta, ma la formazione allenata da Alessandro Orefice si dimostra più concreta nei momenti decisivi e chiude i conti in 100 minuti.
Nel primo set la Slovenia parte fortissimo (8-2) e conserva il margine nonostante il tentativo di rimonta tedesco, imponendosi 25-22. La Germania reagisce nella seconda frazione e scappa sull’8-4, ma viene progressivamente riassorbita: dal 15-16 la Slovenia prende il controllo e allunga fino al 25-21. Copione simile nel terzo parziale, con le tedesche avanti 16-13 prima del cambio di passo sloveno: 21-18 e definitivo 25-20. Fatoumatta Sillah è la grande protagonista con 24 punti, 20 dei quali in attacco, accompagnati da 4 muri. La Slovenia chiude con il 40% offensivo e 9 muri complessivi. Alla Germania non bastano i 12 punti di Leana Grozer e i 9 di Camilla Weitzel: la squadra di Giulio Bregoli paga soprattutto un attacco fermo al 34%.
Servono cinque set alla Svezia per conquistare la seconda vittoria consecutiva nella Pool D degli Europei 2026. Dopo il 3-0 sul Montenegro, le padrone di casa rischiano la rimonta contro la Slovacchia, ma alla fine festeggiano davanti ai 6220 spettatori dello Scandinavium di Göteborg: 3-2 (25-22, 25-16, 14-25, 22-25, 15-6).
La squadra di Lorenzo Micelli sembra indirizzare rapidamente la sfida, conquistando i primi due parziali e concedendo appena 16 punti nel secondo. Poi cambia tutto: la Slovacchia domina il terzo set per 25-14 e nel quarto riesce a spuntarla 25-22, completando la rimonta dal 2-0 al 2-2. Nel momento più delicato, però, la Svezia ritrova efficacia e aggressività: 5-2 e 10-6 nel tie-break, quindi un altro allungo che vale il nettissimo 15-6. La protagonista è ancora Isabelle Haak, che firma 38 punti con 35 attacchi vincenti e il 56% offensivo. Anna Haak ne mette a segno 17, mentre per la Slovacchia risponde Karin Sunderlikova con 26 punti, affiancata dai 19 di Lucia Herdová. La Svezia sale così a due successi in due incontri.
Il Belgio piega la Spagna al tie-break al termine di una battaglia durata 125 minuti, imponendosi 3-2 con i parziali di 25-15, 18-25, 23-25, 25-17, 15-8. Le belghe partono fortissimo, dominando il primo set grazie a un attacco molto efficace, ma la Spagna cambia passo e ribalta la situazione portandosi avanti 2-1.
Nel quarto parziale il Belgio reagisce con decisione, scappa sull’8-5 e 16-10 e non concede spazio alla rimonta iberica, trascinando il match al quinto set. Nel tie-break la squadra di Kris Vansnick prende subito il comando sul 5-2, allunga fino al 10-6 e chiude senza esitazioni sul 15-8. Decisive Britt Herbots e Pauline Martin, entrambe a quota 25 e 23 punti, con Martin autrice anche di tre muri. Molto bene anche Tea Radovic con 15 punti. Alla Spagna non bastano i 25 punti di Julia De Paula Viana e i 19 di Lucia Varela Gomez. Il Belgio fa la differenza soprattutto in attacco, chiudendo con il 44% contro il 33% delle avversarie.
La Polonia inaugura il proprio Europeo con una vittoria netta, superando l’Ungheria per 3-0 (25-12, 26-24, 25-20) nella partita d’esordio nel gruppo A per entrambe le squadre. La formazione di Stefano Lavarini domina il primo parziale, mentre nei due successivi deve fare i conti con una crescita evidente delle magiare, riuscendo comunque a trovare lo spunto decisivo nei momenti più delicati.
Il primo set è senza storia: Polonia avanti 8-3, 16-9 e 21-11, prima del rapido 25-12. L’Ungheria reagisce nella seconda frazione e, dopo essere precipitata sull’1-8 e 7-16, costruisce una grande rimonta fino a giocarsi il set punto a punto, cedendo soltanto 24-26. Equilibrato anche il terzo parziale, con le magiare avanti 16-15 prima dell’accelerazione polacca per il 25-20 conclusivo. Tra le vincitrici spiccano i 15 punti di Magdalena Stysiak, i 13 di Monika Lampkowska e i 12 di Maja Koput. All’Ungheria non bastano i 22 punti di Anett Németh. La Polonia chiude con il 48% in attacco contro il 36% delle avversarie.
La Grecia supera l’Ucraina al tie-break per 3-2 (25-23, 23-25, 12-25, 25-22, 15-10) nella sfida della Pool B degli Europei 2026 di volley femminile, in corso a Brno, in Cechia. Le elleniche conquistano il primo set dopo essere state avanti 16-10, ma l’Ucraina reagisce nel secondo, rimontando dal 12-16 e imponendosi 25-23.
Il terzo parziale è un monologo ucraino: 8-4, 16-8 e 25-12, con un impressionante 65% in attacco. La Grecia però non cede e nel quarto set prende il comando sul 16-9, resiste al ritorno delle avversarie e con il 25-22 porta la sfida al tie-break. L’Ucraina parte meglio nel quinto (5-3), ma le elleniche ribaltano tutto: 10-6, 12-8 e 15-10. Protagonista assoluta Martha Anthouli con 28 punti, di cui 24 in attacco, mentre Georgia-Loula Angelopoulou ne aggiunge 10. Per l’Ucraina spiccano i 18 punti di Viktoriia Danchak, i 17 di Svitlana Dorsman e i 16 di Oleksandra Milenko. La Grecia chiude con il 40% in attacco contro il 39% delle ucraine.
Nella Pool C di Baku i Paesi Bassi devono faticare fino al tie-break per avere ragione della Romania, battuta 3-2 (25-21, 26-28, 25-15, 22-25, 15-9) dopo 129 minuti di gioco. Le olandesi sembrano poter indirizzare presto la sfida, ma la formazione di Guillermo Naranjo Hernandez riesce per due volte a rientrare in partita.
Dopo il 25-21 del primo set, la Romania risponde aggiudicandosi una seconda frazione tiratissima per 28-26. I Paesi Bassi cambiano marcia nel terzo, dominato 25-15, ma ancora una volta le romene non si arrendono: avanti 16-11 e 21-17, chiudono il quarto 25-22 e trascinano il confronto al quinto. Nel tie-break però non c’è storia: Paesi Bassi avanti 5-3, poi 10-4 e 12-5, fino al 15-9 conclusivo. A fare la differenza è soprattutto Elles Dambrink, migliore realizzatrice con 24 punti, seguita dai 20 di Indy Baijens e dai 16 di Laura Jansen. Per la Romania 19 punti di Ioana Maria Baciu e 18 di Rodica Buterez. Netto il divario in attacco: 48% olandese contro il 38% romeno.
Tutto facile per la Cechia davanti al pubblico di Brno: nella Pool B le padrone di casa travolgono l’Austria 3-0 (25-16, 25-17, 25-17) in appena 82 minuti, costruendo il successo soprattutto attraverso una nettissima superiorità in attacco.
L’Austria riesce a restare a contatto soltanto nelle fasi iniziali dei primi due set. Nel primo, dal 7-8 si passa rapidamente al 9-16, preludio al 25-16. Nel secondo le austriache sono avanti 8-7, ma la Cechia ribalta il punteggio sul 16-12 e vola via. Ancora più chiaro l’andamento della terza frazione: 8-3, 16-7 e 21-12 per le ceche, che possono così amministrare fino al 25-17. La squadra di Ioannis Athanasopoulos chiude con un eccellente 53% in attacco, limitando gli errori offensivi a uno solo. Michaela Mlejnkova è la migliore realizzatrice con 13 punti e il 73% in attacco, mentre Gabriela Orvosova ne aggiunge 10 e Magdalena Jehlarova 9. Per l’Austria la più prolifica è Kora Schaberl con 16 punti, in una serata chiusa dalla sua squadra con il 40% offensivo.
