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Atletica

Cappellino all’indietro e calzamaglia: il body language di Pichardo e i messaggi ad Andy Diaz. Battaglia nervosa

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Pedro Pichardo
Pedro Pichardo / IPA Agency

Capellino giallo calzato con la visiera all’indietro. Calzamaglia avvolgente. Per fare intendere che per lui è stato uno sforzo superfluo, inutile, che avrebbe saltato bendato, che non doveva essere nemmeno scomodato. Sguardi decisi, quasi minacciosi, rivolti al diretto avversario. Questo è il body language di Pedro Pichardo, ammirato nelle qualificazioni del salto triplo agli Europei 2026 di atletica, andate in scena ieri sera sulla pedana dall’Alexander Stadium di Birmingham.

Il destinatario è il nostro Andy Diaz. Il fuoriclasse portoghese non si è vestito con la tenuta da gara dei grandi eventi, ha voluto fare passare il tutto come se fosse un mero riscaldamento, più semplice di un allenamento, iniziando una battaglia nervosa, atta a mettere un po’ di pressione al nostro portacolori, che questa volta è il grande favorito della vigilia. Lo stato di forma dell’allievo di coach Fabrizio Donato è stellare, ha firmato la miglior prestazione mondiale stagionale un paio di settimane fa agli Assoluti (17.87 metri) e punta all’oro.

Pichardo si presenta da Campione del Mondo all’aperto, ma ha disputato una sola gara in stagione prima di ieri sera (17.71 metri il 19 giugno nella tappa della Diamond League a Doha). Il secondo uomo al mondo in questa annata agonistica è un portento, ma è chiaro che prima della rassegna continentale c’erano diversi dubbi visto che era assente da quasi due mesi. Ha voluto rinsaldare il suo status e imbastire la tavola in vista del braccio di ferro rovente che ci attende la sera di Ferragosto, quando andrà in scena la finale.

Entrambi hanno superato con scioltezza la norma di qualifica (17.16 per il portoghese, 17.05 l’azzurro) Sarà un testa a testa nell’alveo dei diciotto metri? Pichardo ha già superato le Colonne d’Ercole: nel 2015 toccò 18.08 metri a L’Avana, quando ancora rappresentava Cuba; agli Europei di Roma 2024 si spinse a 18.04 metri, perdendo il confronto con lo spagnolo Jordan Diaz (18.18 per colui che si laureò poche settimane dopo Campione Olimpico di Parigi 2024, ormai non si vede da tempo immemore).

Andy Diaz vuole la misura dei grandi e punta a incrementare il record italiano di 17.87, intanto ieri sera ha replicato con grandissima pacatezza, anche nelle interviste era misuratissimo e rimandava tutto al 15 agosto. Va precisato che anche ai Mondiali 2025 il lusitano si era presentato con lo stesso look nel turno preliminare, ma in questa occasione si è percepito qualcosa di diverso. Scontri diretti? 15-4 in favore di Pichardo: Diaz ebbe la meglio l’ultima volta il 28 agosto 2025 in occasione delle finali di Diamond League a Zurigo con 17.56 contro 17.47, ai Mondiali di Tokyo finì con l’oro del portoghese (17.91) e il nostro portacolori sesto (17.19).

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