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Atletica

Andy Diaz in scioltezza, Pichardo risponde col cappellino: gli Europei si infiammano. Biasutti e Dallavalle in finale nel triplo

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Andy Diaz
Andy Diaz / Grana/FIDAL

L’obiettivo della serata era spendere il meno possibile e risparmiare il maggior quantitativo energetico in vista della battaglia campale di Ferragosto, quando andrà in scena la finale di una delle gare più attese di tutti gli Europei 2026 di atletica. Le qualificazioni del salto triplo non dovevano rappresentare un problema per Andy Diaz, il cui unico obiettivo era quello di non sprecare benzina.

Norma di ammissione fissata a un per lui semplicissimo 16.60 (misura quasi da scarpe non chiodate), rincorsa comoda e tutt’altro che in spinta, asse di battuta preso agilmente, hop e step chiusi rapidamente senza esagerare, poi un jump di massimo controllo, atterrando in piedi e senza chiudere il gesto tecnico. Tanto è bastato al Campione del Mondo indoor per atterrare a 17.05 metri con 0,2 m/s di vento contrario e sbrigare la pratica.

Il fuoriclasse italiano di origini cubane si è presentato sulla pedana dell’Alexander Stadium di Birmingham con la miglior prestazione mondiale stagionale (17.87 metri a Firenze) e ha più volte ribadito l’intento di superare il mitologico muro dei diciotto metri, una delle grandi Colonne d’Ercole dell’universo atletico e quota d’elite che esce molto raramente sulla roulette del salto triplo. L’allievo di Fabrizio Donato si appresta a un duello campale con il portoghese Pedro Richardo, Campione del Mondo all’aperto e suo ex connazionale.

Il lusitano ha gareggiato in calzamaglia e addirittura indossando un cappellino giallo rivoltato all’indietro, quasi a dare un messaggio sul suo stato di forma. Pichardo ha chiuso al comando con 17.16 (0,4 m/s di brezza alle spalle) e si prepara per il braccio di ferro. Promosso con la norma anche Simone Biasutti (terzo con il 16.71 piazzato al primo affondo, -0,4 m/s), mentre Andrea Dallavalle ha chiuso in quarta piazza con 16.55 (+0,4 m/s) alla seconda prova: l’argento iridato all’aperto aveva un taping al ginocchio sinistro, ma l’auspicio è che possa piazzare la zampata al momento giusto.

Un portoghese nella morsa di tre italiani: questo è il copione della serata di Ferragosto. Gli altri finalisti: i francesi Jonathan Seremes (16.47) e Thomas Gogois (16.31), i turchi Necati Er (16.45) e Can Ozupek (16.30), l’austriaco Endiorass Kingley (16.25), il greco Dimitrios Tsiamis (16.12), il turco Mesut Bulbul (16.08) e l’ungherese Daniel Szenderffy (16.06).

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