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Alessandro Duran duro sulla boxe italiana: “Sofferenza da 25 anni, non raccontiamoci barzellette. Si riparta dalla tecnica”

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Aaron McKenna ed Etinosa Oliha
Aaron McKenna ed Etinosa Oliha / IPA Sport

Dopo la sconfitta di Etinosa Oliha ai punti contro Aaron McKenna nell’incontro valido per il Mondiale IBF dei pesi medi è intervenuto con un video sul suo profilo Facebook Alessandro Duran, che partendo dal match dell’azzurro ha analizzato il momento della boxe italiana.

L’analisi del match: “Ieri sera a Dublino Etinosa Oliha è stato chiaramente sconfitto ai punti, il ragazzo irlandese ha vinto il Mondiale IBF dei pesi medi, e lo ha vinto grazie all’utilizzo del jab sinistro, ha sfruttato benissimo il suo maggior allungo, ha portato montanti e ganci alla corta distanza ed Etinosa non è riuscito, nonostante una prova coraggiosa, a trovare la chiave per rubare la distanza all’avversario e dare continuità alla sua azione“.

La situazione della boxe italiana: “Purtroppo questa è la dimostrazione che vincere ad alti livelli è difficilissimo, il pugilato italiano continua nella sofferenza di non riuscire a conquistare un titolo mondiale. Tante volte si danno delle colpe ma sono delle scuse che secondo il mio parere sono soltanto degli alibi, che non portano assolutamente a nulla, il pugilato italiano è in sofferenza, ripeto, da 25 anni, ci sono stati degli episodi sporadici di breve durata in cui i nostri pugili hanno vinto anche a livello internazionale, ma manca quella continuità che c’era fino a 25 anni fa, i pugili che conquistavano titoli prestigiosi, mondiali ed europei, che duravano ai vertici per degli anni, a dimostrazione che c’era una scuola di primissimo livello, adesso purtroppo non è più così e i risultati sono davanti agli occhi di tutti“.

Manca la cultura della boxe: “Etinosa merita l’applauso di tutti gli appassionati italiani per quel che ha fatto, caratterialmente dimostrato di essere un ragazzo molto forte, però purtroppo ieri è stato migliore il suo avversario, ho letto tanti commenti assurdi perché, è inutile negarlo, noi ci raccontiamo delle gran barzellette. Venticinque anni di assenza dal pugilato di alto livello hanno comportato una mancanza di pugili, di tecnici, di organizzatori e anche, diciamo la verità, del pubblico. Il pubblico competente è pochissimo, tutti parlano e scrivono delle cose che quando le leggi o ti metti a ridere o ti metti a piangere. Il pugilato è uno sport molto difficile, è difficile da praticare, è difficile da insegnare, è difficile da capire, non sono soltanto due uomini che salgono sul ring per scambiare dei colpi, è tutt’altra cosa, veniva definita la nobile arte e non per caso. Purtroppo la mancanza di grandi pugili in Italia ha comportato anche che non ci sia più un pubblico competente, all’altezza della situazione, tutti parlano, tutti scrivono, tutti hanno la loro ricetta“.

La ricetta di Duran: “La ricetta secondo me potrebbe essere semplicissima, avere il coraggio di azzerare tante cose e ricostruire con calma dalle basi, dalle cose semplicissime, e la prima cosa da cui mi piacerebbe ricominciare è quella di insegnare la tecnica pugilistica, che è quella che ti permette poi di arrivare ad essere competitivo a livello internazionale, le altre cose non c’entrano assolutamente nulla, sono solo contorno“.

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