TennisWimbledon
Wimbledon 2026: Jannik Sinner chiede strada a Mochizuki verso i quarti. In campo anche Errani e Vavassori
Per il quinto giorno su sette un italiano calca il Centre Court. Non un fatto inatteso, giacché il nome di oggi è quello di Jannik Sinner, il numero 1 del mondo, ma fa capire quanto ormai le vette del tennis tricolore siano elevate. Una situazione che solo pochi anni fa si sarebbe bramata per chissà quanto, e che assume oramai contorni sempre più reali. Il tutto mentre si entra nell’ormai ex Middle Sunday. Fino alla sua abolizione nella prima domenica si era giocato solo nel 1991, 1997, 2004 e 2016. Ora è un fatto fisso.
Sinner, si diceva. Confronto inedito, quello con il giapponese Shintaro Mochizuki, che da queste parti fu campione junior sette anni fa e gioca molto bene. Ed è al settimo incontro, dato che tra le qualificazioni di Roehampton e i Championships veri e propri ha collezionato tre vittorie da una parte e tre dall’altra. Ha destato particolare attenzione la scelta delle parole che il nipponico ha usato verso la sfida con Jannik. Parole che mostrano insieme rispetto, chiarezza tattica nel cercare di pensare a un’idea di gioco contro qualcuno che di respiro tende a lasciarne poco e consapevolezza che ci saranno due possibili esiti: un match interessante o uno a senso unico. Per i libri dei record, Sinner cerca di arrivare per la quinta volta consecutiva ai quarti, cosa mai accaduta, per un motivo o per un altro, in nessun altro Slam. Ad affrontare il vincente di questo match uno tra Hubert Hurkacz e Jan-Lennard Struff. Proprio il polacco e il tedesco sono due perfetti esempi di come le teste di serie, sull’erba, semplicemente abbiano un senso molto relativo. Uno è un ex semifinalista e giocatore che da queste parti si è sempre espresso molto bene, l’altro avrà pure 36 anni, ma ha ancora una gran quantità di energia e la consapevolezza che, forse, gli sta davvero passando davanti l’ultimo treno della carriera.
Nell’altro spot di quarti per Novak Djokovic si rinnova la sfida per andare ancora avanti Dall’altra parte della rete il serbo si trova il russo Roman Safiullin, passato anche lui dalle qualificazioni, con due quinti set (e altrettanti tie-break lunghi) e la vittoria su uno spento Fonseca alle spalle. In tre precedenti solo un tie-break giocato, tutti gli altri set si sono chiusi in maniera molto netta a favore del 24 volte campione Slam. A incrociare il vincitore di questo confronto uno tra il canadese Felix Auger-Aliassime e lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina, entrambi arrivati a questo punto del torneo da imbattuti. Uno dei due ora dovrà per forza cedere, ed è curioso il fatto che tra i due ci sia quasi sempre stata lotta nei precedenti (a oggi siamo sul 3-1 per il nordamericano).
In campo femminile Naomi Osaka, che già è per la prima volta agli ottavi ai Championships, prova a fare di meglio: battere Aryna Sabalenka e andare ai quarti. La giapponese finora ha molto convinto, al netto delle avversarie affrontate, mentre qualche piccolissimo spiraglio la bielorussa l’ha lasciato. Caso strano: un confronto nel 2018 a favore di Osaka, poi più nulla fino ai tre del 2026 vinti da Sabalenka. Chi vincerà andrà in ogni caso contro una ceca, in quello che è lo scontro che forse tanti speravano di vedere tra Karolina Muchova e Barbora Krejcikova, dove si potrebbe seriamente vedere un tennis difficile da vedere altrove sia per contrasto di stili che per varietà. A proposito di derby, per Jessica Pegula c’è un vero scontro generazionale con Iva Jovic: gli States hanno già una giocatrice ai quarti, resta da capirne il nome: certo è che se per Pegula può essere la riconferma del 2023, per Jovic può diventare l’ulteriore conferma di essere l’elemento nuovo, o uno di essi, del tennis americano e mondiale. E, rimanendo negli States, sarà tutta da vedere la sfida tra Coco Gauff e la svizzera Belinda Bencic, un confronto da sette precedenti e tante battaglie. Da rimarcare anche la continuazione del torneo di doppio misto per Sara Errani e Andrea Vavassori, che affrontano la coppia australiana formata da Storm Hunter e Marc Polmans, che non è banale.
