Seguici su
LEGGI OA SPORT SENZA PUBBLICITÀ
ABBONATI

TennisWimbledon

Matteo Berrettini si arrende in 5 set ad una versione extra-lusso di Dimitrov: il bulgaro accede agli ottavi di Wimbledon

Pubblicato

il

Matteo Berrettini
Matteo Berrettini / LaPresse

Finisce dopo tre ore e 32 minuti il cammino di Matteo Berrettini a Wimbledon. In una partita da apprezzare dal punto di vista tecnico, il romano esce sconfitto contro il bulgaro Grigor Dimitrov, che s’impone per 6-3 6-4 3-6 5-7 6-3 e va agli ottavi di finale dei Championships, dove avrà l’ultimo dei britannici, Arthur Fery, in quella che sembra una specie di missione dopo quanto accaduto un anno fa. Una cosa è certa: ci sarà una wild card ai quarti di finale e non accadeva dal 2014, quando ci riuscì Nick Kyrgios. E in generale è accaduto, nel nuovo millennio, anche nel 2001 con Goran Ivanisevic e nel 2009 con Juan Carlos Ferrero.

Ad avere inizialmente più problemi al servizio è Berrettini, che va sotto 0-30 nel quarto game e poi deve fronteggiare una palla break, che gioca male anche perché si trova nello spicchio di Centre Court ancora con il sole: dritto lungo, 3-1 Dimitrov. Matteo sbaglia davvero tanto in questa fase iniziale, sul 4-1 per il bulgaro c’è un’altra situazione di 15-40, solo che stavolta il servizio corre in aiuto del romano. Le occasioni per rientrare, però, non ci sono, Dimitrov gioca come sa (cioè benissimo) sui prati e s’invola verso il 6-3 in 33 minuti.

Situazioni un po’ particolari per entrambi all’inizio del secondo parziale, con Berrettini che trascina ai vantaggi il bulgaro sul 2-2 e, a seguire, si salva con autorità da 15-30. Il set, in linea generale, risulta un po’ più equilibrato e con meno game completamente scontati, ma sempre con una prevalenza dei servizi. Almeno fino al 4-4, quando Dimitrov sfodera un paio di bei punti e va sullo 0-30 per poi procurarsi la palla break sul 30-40. La palla corta di Berrettini con il dritto rimane sul nastro e la battuta è persa.

Sull’1-1 arriva un altro momento delicato per il capitolino, che si ritrova sotto 30-40, ma serve bene la seconda e chiude a rete. Sul 3-2 arriva un 15-30 a favore di Berrettini, con annessa seconda di Dimitrov, che però si salva con servizio e dritto in contropiede. Il game diventa lottato, il bulgaro sbaglia uno smash in salto in arretramento mettendolo in rete, sulla palla break Berrettini risponde profondissimo, colpisce di dritto e va sul 4-2, confermando poi il break per salire sul 5-2. Sul 5-3, però, Matteo vanifica il set point con un brutto errore, concede poi una palla break, ma con lo schema seconda-dritto si salva. Ce n’è un’altra da salvare (con annessa caduta di Dimitrov, fortunatamente senza conseguenze), poi arriva al secondo set point l’urlo di Berrettini che accorcia le distanze.

Si riparte un quarto d’ora e un tetto chiuso dopo, con Berrettini che subito si guadagna la chance del break e la sfrutta subito, prendendo la rete e chiudendo con la volée di dritto. Si ritrova però sotto 0-30 una prima volta (e in quel caso riesce a trarsi d’impaccio con buon agio), e poi una seconda sul 3-2. Qui, sul 15-30, Dimitrov gioca un punto tatticamente e tecnicamente splendido che chiude con la volée di dritto: due palle break. La seconda è quella fatale a Matteo, che affossa la volée di dritto: 3-3. Sembra tutto pronto per andare, velocemente e quasi in processione, verso un tie-break, ma sul 5-5 Berrettini s’inventa un game magnifico in risposta, con punti sempre più belli fino al break a 15. Il romano tiene a zero e, per la quarta volta in carriera, va al quinto set dopo esser stato sotto di due.

Ormai già al sesto giorno sulle linee di fondo c’è più terriccio che erba, e Dimitrov ci scivola sopra (senza reali conseguenze), ma il punteggio nelle fasi iniziali non si modifica particolarmente. Sul 2-1 in suo favore, però, il bulgaro sembra ricevere l’aura di Federer per un paio di minuti e va sul 15-40. E, sul 30-40, s’inventa uno dei suoi usuali, splendidi rovesci lungolinea per scappare via. Berrettini si ritrova praticamente impossibilitato a fare qualsiasi altra cosa, perché il suo avversario continua a servire bene, anzi benissimo. Arrivano presto i due match point: sul primo Matteo riesce a giocare un gran punto, ma sul secondo il dritto, tra vincente e lungo, preferisce la seconda opzione.

Dimitrov riesce a mettere in piedi, come punto fondamentale, una straordinaria performance con la seconda di servizio: 74% (contro il 35% di Berrettini). Peraltro, il bulgaro ottiene un saldo vincenti-errori gratuiti di grande solidità: 46-25, contro il pur non malvagio 49-43 di Matteo. Rimane, per l’italiano, la chiara consapevolezza di poter emergere ancora ai livelli più alti, come dimostra tutto quello che è accaduto dopo Roma.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI