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Puppo: “Sinner può migliorare la media di 2 Slam all’anno. Per superare i Big3 deve inventarsi qualcosa di folle”
Jannik Sinner ha vinto di nuovo Wimbledon. Il fuoriclasse azzurro ha completato il bis e, dopo il successo di 12 mesi fa, ha centrato di nuovo il successo ai Championships. Un trionfo clamoroso per il numero 1 del mondo che nell’atto conclusivo ha piegato Alexander Zverev con il punteggio di 6-7 7-6 6-3 6-4 al termine di una sfida che ha incantato il Centre Court più famoso del mondo. L’altoatesino ha scritto, di nuovo, la storia. Di questo e molto altro si è parlato nella puntata di Tennismania dedicata alla finale, in onda sul canale Youtube di OA Sport.
Dario Puppo, conduttore della trasmissione e giornalista di Eurosport, ha iniziato dalla finale di Wimbledon nel suo complesso: “Senza dubbio ha vinto un match che ha fatto aggrappare ai divani tantissimi tifosi. Jannik Sinner è già entrato nel mito perché è stata una partita dura, vicina quasi alle 4 ore contro un grande Zverev, soprattutto nei primi 2 set. Senza dubbio una bella sfida, giocata a grande ritmo, con pochissimi errori da ambo le parti. Sinner ha dato sempre la sensazione di avere grande fiducia in quello che poteva succedere, ma il tedesco ha giocato davvero ad altissimi livelli. Tutto è ruotato in un paio di punti nel tie-break del primo set. I momenti importanti nel primo parziale li ha giocati meglio Zverev che ha servito anche con l’80% di prime. Sinner in un paio di game ha provato a metterlo in difficoltà, ma l’altro ha servito in maniera clamorosa”.
Sacha Zverev ha disputato una grande partita fino a che ha potuto ma è andato a scrivere un record poco invidiabile: “Zverev è il quinto giocatore dell’era Open a perdere le finali in tutti i tornei dello Slam. Sinner invece è il decimo a difendere il titolo a Wimbledon. Si è messo in ritmo per proseguire con la media di 2 Slam vinti all’anno. Secondo me questa media può anche migliorarla. Quello che più mi ha colpito però è la serenità con la quale ha giocato lungo tutto il corso dell’incontro. Dopo quanto accaduto negli ultimi due Roland Garros vinci due Wimbledon così è davvero notevole. Un anno fa perdi Parigi dopo aver avuto 3 match point, quest’anno per il crollo fisico contro Cerundolo mentre stava dominando in lungo ed in largo”.
Quello che colpisce maggiormente della vittoria di Jannik Sinner è la differenza tra quanto avvenuto a Parigi e quello che si è visto a Londra: “Il Roland Garros è stato sconvolgente e gli ha lasciato pensieri. Ha fatto analisi ha pensato ad altro e doveva rimettere insieme i pezzi. Invece in poco tempo è tornato sé stesso e ha vinto Wimbledon. Ha fatto scelte complicate, come non giocare un torneo su erba prima dei Championships, prendendosi un rischio importante. Ora vedremo cosa faranno i rivali. Speriamo che gli infortunati tornino in campo presto, cercheremo anche di capire Alcaraz se sarà a New York”.
Il dominio dell’azzurro è davvero notevole: “Siamo a una situazione di distruzione degli avversari che io non ricordo. Ha vinto contro Zverev che aveva centrato il suo primo Slam e lo ha fatto in maniera netta collezionando la decima vittoria contro di lui di fila. Solo ai tempi di Borg, forse, c’erano divari così come quando lo svedese giocò contro Gerulaitis con 14 vittorie consecutive contro di lui. Ora dovrà saper gestire il calendario perché proverà a vincere più Masters 1000 possibili, ma ricordiamo che è anche il netto favorito agli US Open e potrebbe proseguire nei 2 Slam all’anno, statistica che può anche migliorare. Sinner è il terzo giocatore a dare due volte 3 set a zero a Djokovic in uno Slam, entrambe le volte a Wimbledon. Un dato non da poco”.
Come proseguirà la stagione del numero 1 del mondo? “Ora avrà 3 settimane di pausa prima di Montreal. Penso che andrà, anzi come potrebbe non andare? Sarebbe folle non presentarsi in Canada. Se sai che puoi infilare il sesto Masters 1000 di fila penso non sia in discussione. Poi vedremo cosa farà a Cincinnati se deciderà di andare vista la ridottissima distanza tra i due tornei. Penso che lui abbia capito che non solo ha avuto le difficoltà legate al caldo, ma è l’allenamento che ha fatto la differenza. Non puoi spingere al massimo in ogni momento o partita. Da Indian Wells in avanti era tambureggiante, forse troppo. Ora, invece, ha capito come gestire i ritmi e stare in campo senza rischiare di andare oltre. Se fossi nello staff di Sinner gli direi di vivere alla giornata. Andiamo in Canada vediamo che aria tira, ma se poi vincesse anche il sesto Masters 1000 di fila magari penserebbero anche a Cincinnati. Certo che poi c’è lo US Open sullo sfondo. Provare a vincerli tutti è una sfida enorme quasi come i 4 Slam in un anno, cosa che non accade da ormai 60 anni. La generazione attuale si specchia nei Big-3 che hanno fatto numeri assurdi. Per rimanere nella storia devono inventarsi qualcosa di ancor più folle come vincere tutti i Masters 1000, specializzarsi in uno Slam o cose simili”.
