Seguici su
LEGGI OA SPORT SENZA PUBBLICITÀ
ABBONATI

GP GermaniaMotoGP

MotoGP, il Mondiale 2026 senza un’autorità. La media punti non mente, il titolo è alla portata di tanti

Pubblicato

il

Jorge Martin
Jorge Martin / La Presse

Il Mondiale di MotoGP ha archiviato 10 appuntamenti, dunque è il momento migliore per effettuare un’analisi sulla media-punti dei vari piloti. Aritmeticamente è semplicissima, poiché è sufficiente prendere il punteggio di ognuno e dividerlo comodamente per dieci. Attenzione, si ragiona sul numero di eventi disputati, la media punti è quindi quella assoluta, legata all’interezza del Mondiale, non è quella relativa a ognuno. Premessa doverosa per capire dove si vuole andare a parare.

Dopo 10 GP, il valore matematico restituito dall’operazione di cui sopra dice Jorge Martin 19,3; Marco Bezzecchi 18,6; Fabio Di Giannantonio 17,7; Ai Ogura 16,8; Marc Marquez 15,3. Qui casca l’asino. Ora come ora, chi comanda la classifica iridata ha una media-punti assoluta inferiore a 20. Si tratta di un valore bassissimo, che rispecchia come il Mondiale 2026 viva ancora nell’incertezza totale.

Purtroppo non si può tornare indietro nel tempo più del 2023, l’anno in cui la MotoGP ha assunto la conformazione contemporanea, quella in cui sono previste le Sprint. Tuttavia, guardando all’esito dei precedenti tre campionati iridati, si può notare come i punteggi attuali siano estremamente contenuti.

Nel 2025, Marc Marquez vince il Mondiale con 545 punti su un totale di 22 gare. Lui ne disputa 18, ma se si ragiona in termini complessivi e non relativi – ossia di quanto vale un punteggio se correlato al calendario intero – si ottiene come valore 24,7. Il fratello Alex giunge secondo con 21,2. Indi per cui, valore più alto rispetto a quello di chi attualmente comanda la graduatoria.

Il dato più eclatante riguarda il 2024, anno in cui Enea Bastianini si attesta al quarto posto del Mondiale con una media punti assoluta di 19,3. Esattamente lo stesso valore che attualmente vale a Martin la leadership iridata! È questa la dimostrazione di quanto sia fragile l’equilibrio nella MotoGP del luglio 2026. A completare il quadro, si pensi che nel 2023, Martin arriva secondo con un rapporto punti-gara analogo a quella di Alex Marquez nel 2025 (21,4).

Ricapitolando, nei tre Mondiali dal 2023 al 2025, chi è arrivato secondo ha tenuto una media punti assoluta più alta di quella di chi comanda la classifica 2026 dopo dieci gare. Il valore di 19,3 è addirittura pari a quello di chi è arrivato quarto nel 2024! Cosa significa? Due possibili scenari. O si continua con questo vuoto di potere, oppure chiunque realizzi un filotto vincente e convincente può brutalmente spostare gli equilibri in suo favore.

“Dove nessuno comanda tutti comandano; ma dove tutti comandano, nessuno più comanda, si ha solo il caos”. Così ebbe a scrivere il vescovo e teologo francese Jacques Bossuet nel XVII secolo. Questa peculiare situazione si chiama anocrazia. Quando troppi soggetti rivendicano l’autorità, si generano inevitabilmente conflitti e stallo decisionale, trasformando l’esercizio del potere in una totale anarchia. È esattamente quanto sta avvenendo nella MotoGP 2026.

D’altronde, il sovrano incontrastato del 2025 ha visto il proprio potere ridimensionato. Nessuno però ha avuto la forza di approfittarne, instaurando una propria egemonia. Almeno per ora, perché non siamo neppure alla metà del 2026. Vedremo se Marquez sarà in grado di completare la restaurazione, oppure se qualche rivale avrà modo di approfittare di una sua flessione.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI