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Monaco: “Sinner ha spaventato con le sue dichiarazioni, ma credo che crescerà di condizione. Djokovic pericoloso”
Siamo ormai giunti al termine della prima settimana di match per quanto riguarda Wimbledon edizione 2026. Il torneo più celebre ed illustre del mondo è pronto per vivere il proprio terzo turno di incontri ed il tabellone maschile inizia a prendere forma con Jannik Sinner che, ovviamente, prende la ribalta. Di questo e molto altro si è parlato nell’ultima puntata di Tennismania, in onda sul canale Youtube di OA Sport.
Guido Monaco, commentatore tecnico di Eurosport, inizia la sua analisi dalla questione legata alla velocità dell’erba dei Championships: “Dicono sia più lenta? Vedo parecchi battitori fare moltissimi ace, per cui bisognerebbe anche valutare questo. L’erba è in totale coerenza con quella degli ultimi anni. I giocatori hanno sempre quel freno a mano verso la rete che proprio non capisco. I match sono simili al cemento più che quelli sulla terra. La valutazione corretta è nel mezzo”.
Jannik Sinner sta regalando spunti importanti fuori e dentro il campo: “Non sta ancora andando a tutta come suo solito nei primi turni. Sinceramente, però, lo vedo come una mancanza di fiducia di essere a proprio agio e si prende un po’ di margine. Tutto quello che riguarda Jannik è sempre enfatizzato. Ad ogni modo ha già fatto 53 ace, un anno fa in tutto il torneo ne aveva fatti 62. Si tratta di un dato che mi ha colpito. Ha avuto due avversari di un certo spessore nei primi turni. Se la sono giocata ma nei momenti clou la differenza si è vista. Gioca troppo top-spin? Ricordiamoci che è un essere umano, non un robot. Quando nella testa entrano i dubbi, tutto si complica, anche le certezze. I colpi di tocco, andare a rete e cose simili vengono meno. Gli avversari che sono fortissimi come Kecmanovic e Borges giocavano sulla riga e lo hanno messo in difficoltà”.
Dopo diverse settimane di inattività come procede la crescita di Jannik Sinner? “La condizione? Non sono preoccupato, penso che crescerà come è naturale che sia. Se domani giocasse contro Djokovic? Forse il serbo potrebbe farcela, ma domani. Nole è in grande spolvero, ma tra 10 giorni nell’eventuale semifinale penso parleremo di altro. Djokovic mi sembra un po’ più pericoloso di un anno fa”.
La questione legata alle condizioni dell’altoatesino dopo il clamoroso ko di Parigi è all’ordine del giorno: “Sicuramente è una dichiarazione che mi ha colpito. Si vede che nelle tante analisi che ha svolto hanno trovato un qualcosa, un valore che può non essere perfettamente in linea. Non ho capito la necessità di spiegarla e non nel dettaglio. Di solito spiegare tranquillizza, facendo così ha un po’ spaventato. A modo suo ha voluto dire che hanno capito il problema, prenderanno contromisure, ma si tratta di una cosa sulla quale non hanno controllo. Si nota che è un qualcosa che gli dà preoccupazione. Forse ha voluto dire che quando e se ricapiterà non ci dovremo sorprendere. Al posto suo sarei stato più vago e tranquillizzante”.
Ora la sfida con Brooksby: “Direi che è un giocatore a tutto campo, particolare. Non ha un servizio clamoroso ma su questa superficie va bene e il netto successo su Buse lo conferma. Solo 7 game lasciati è un dato notevole. Ha il baricentro basso ottimo su questa superficie, giocherà molto il back di rovescio. Cosa può fare con Sinner? Non lo so. La conoscenza dell’erba di Jannik non è quella di Djokovic. L’assenza di match prima di Wimbledon si fa sentire e lui deve ancora adattarsi, com’è normale che sia. Nei prossimi turni dovrà farsi trovare pronto perché ai quarti avrà rivali molto pericolosi. Djokovic lo vedo meno ex-giocatore e invece più in palla e si arrampica meno sugli specchi per vincere le partite. Siamo solo all’inizio. Ora avrà un test pericoloso come Rinderknech che non vedo come vittima sacrificale, poi avrà Fonseca o Safiullin”.
