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Luca Guercilena: “Porto la mia esperienza in RCS; vorrei ridurre le distanze tra squadre ed organizzatori”

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Luca Guercilena

Era nell’aria da diversi mesi e, nelle ultime settimane, le indiscrezioni si erano fatte sempre più insistenti. Ora è arrivata anche l’ufficialità: dal 1° settembre Luca Guercilena entrerà a far parte della grande famiglia di RCS Sport, assumendo la direzione dell’area ciclismo. Milanese, classe 1973, Guercilena è considerato uno dei manager più apprezzati del panorama ciclistico internazionale e, fino a oggi, l’ultimo General Manager italiano alla guida di una delle grandi squadre del WorldT our. Resterà al timone della Lidl-Trek fino al termine del Tour de France, prima di iniziare questa nuova avventura. Laureato in Scienze Motorie, ha costruito una carriera straordinaria: dagli inizi come preparatore atletico nella Mapei di Squinzi, al ruolo di direttore sportivo alla Quick Step, passando per l’esperienza alla Leopard e quella da commissario tecnico della Nazionale svizzera negli anni di Fabian Cancellara. Infine, il lungo percorso alla guida della Lidl-Trek, dove ha costruito una delle realtà più solide e vincenti del ciclismo mondiale. Lo abbiamo intervistato per parlare della nuova sfida che lo attende e ripercorrere alcune delle tappe più significative della sua carriera.

Dal 1° settembre sarai il nuovo direttore dell’area ciclismo di RCS Sport. Cosa significa per te questa nuova sfida?
“Sono molto contento dell’opportunità che mi hanno dato il presidente Urbano Cairo e l’AD Paolo Bellino. Per me rappresenta una sfida completamente nuova, che affronto con grande entusiasmo e con la voglia di imparare. Allo stesso tempo spero di poter mettere a disposizione della struttura tutta l’esperienza maturata in tanti anni nel ciclismo professionistico, contribuendo alla crescita di un’organizzazione che ha un ruolo fondamentale nel nostro sport”.

Sedici stagioni da manager di grandi squadre: cosa ti porterai dietro in questa nuova avventura?
“Sicuramente una visione internazionale del ciclismo. In questi anni ho avuto la possibilità di conoscere il nostro ambiente a 360 gradi, confrontandomi con realtà, culture e modalità di lavoro differenti. Credo che questa esperienza possa essere utile a un’azienda italiana come RCS Sport. Inoltre, negli ultimi anni ho gestito una struttura molto grande come quella della Lidl-Trek, con circa 250 persone. Aver maturato competenze nella gestione di un’organizzazione di queste dimensioni mi fa pensare che ci siano tutte le basi per costruire qualcosa di importante anche in questa nuova esperienza”. 

C’è un momento della tua carriera che porti più nel cuore?
“Dal punto di vista sportivo direi sicuramente il titolo mondiale conquistato da Mads Pedersen. A livello manageriale, invece, penso all’anno del Covid. È stato un periodo estremamente complicato per tutti, ma siamo riusciti a gestire una situazione senza precedenti mantenendo la squadra unita e competitiva. Un altro momento a cui sono molto legato è la nascita della squadra femminile della Trek: credo che quel progetto abbia contribuito concretamente alla crescita e allo sviluppo del ciclismo femminile”.

Hai allenato grandi campioni, tra cui Fabian Cancellara fino all’oro olimpico di Rio 2016, sei stato commissario tecnico della Nazionale svizzera e hai ricoperto diversi ruoli, da preparatore a direttore sportivo fino a general manager. Tutto questo bagaglio ti sarà utile o sarà comunque una pagina completamente nuova da scrivere?
“Sono convinto che tutta l’esperienza accumulata mi sarà d’aiuto. Naturalmente entrerò in una struttura composta da persone molto competenti e dovrò prima capire bene le dinamiche interne e il modo migliore per lavorare insieme. Però aver gestito grandi atleti, squadre importanti e organizzazioni complesse rappresenta sicuramente un valore aggiunto che porterò con me”. 

La vittoria di Jonathan Milan al Campionato Italiano che significato ha avuto per te?
“Ha significato tantissimo. Il Campionato Italiano ha sempre avuto un valore speciale ai miei occhi e quest’anno ancora di più. Jonathan è un corridore sul quale ho creduto fin dall’inizio, l’ho voluto fortemente e l’ho visto crescere all’interno del nostro progetto. Vederlo conquistare quella maglia è stata una grandissima soddisfazione, sia dal punto di vista professionale sia da quello umano”. 

Qual è oggi l’aspetto più complesso nella gestione di una grande squadra?
“Negli ultimi anni il ciclismo è cambiato profondamente. Siamo passati da strutture quasi familiari a vere e proprie organizzazioni aziendali sostenute da grandi multinazionali. Questo comporta dinamiche manageriali molto più complesse: quando gestisci centinaia di persone diventa inevitabilmente più difficile mantenere quel rapporto diretto e personale con tutti. Serve una leadership diversa, più strutturata, senza però perdere il contatto umano”. 

Qual è oggi il sogno nel cassetto di Luca Guercilena?
“Mi piacerebbe contribuire a ridurre le distanze che ancora esistono tra squadre e organizzatori. Credo che tutti abbiano lo stesso obiettivo, cioè far crescere il ciclismo. Se riusciremo a collaborare sempre di più, il nostro sport potrà raggiungere il livello che merita nel panorama dello sport professionistico internazionale”.

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