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Biathlon, Simon Fourcade provoca: “Che senso ha introdurre la Single Mixed? Allora andava eliminata l’Individuale”
La scorsa settimana, il Cio ha ufficializzato le novità in vista dei Giochi Olimpici delle Alpi Francesi 2030. Tra le decisioni prese dal Comitato Olimpico Internazionale, c’è stata quella di aggiungere la Single Mixed, ossia la gara a coppie, al programma del biathlon. Il format, presente nel programma dei Mondiali sin dal 2019, aveva ricevuto “semaforo rosso” sia per Pechino 2022 che per Milano Cortina 2026.
L’Ibu ha però continuato a proporlo all’organo di governo dei Giochi, senza mai desistere. “Third time the charme” come dicono gli anglosassoni, oppure semplicemente il Cio è stato “preso per fame”, alfine acconsentendo all’ingresso nel programma olimpico? Qualunque sia la ragione del “disco verde” dopo due bocciature, gli eventi di biathlon nel 2030 saranno ben 12.
Al riguardo, Simon Fourcade ha espresso delle opinioni singolari. Il quarantaduenne francese, oggi tecnico della nazione che ospiterà la prossima edizione delle Olimpiadi, come sempre “non le ha mandate a dire” e ha preso una posizione assolutamente differente rispetto a quella di gran parte degli altri addetti a lavori. Il catalano, difatti, è stato molto critico e provocatorio nei confronti del Cio.
“Non capisco il desiderio di introdurre un altro format ai Giochi, quando ce ne sono già sei, soprattutto in uno sport come il biathlon, dove non c’è specializzazione. Vediamo sempre gli stessi atleti lottare per le medaglie. Al tempo stesso, però, il Cio elimina un intero sport, come ha fatto con la combinata nordica. Che senso ha tutto questo?
Voglio dire, adesso i biathleti avranno l’opportunità di vincere 7 medaglie d’oro, ma contemporaneamente ci saranno atleti di altri sport che non avranno alcuna possibilità. Torno a fare l’esempio della combinata nordica, che perderà valore e difficilmente potrà tornare a far parte del programma nel 2034.
A me, sinceramente, sembra che concedere la possibilità di vincere 7 medaglie d’oro sia un’esagerazione. Vale anche per certi sport estivi. A questo punto mi sono detto. ‘Anziché eliminare la combinata nordica, perché non hanno eliminato l’Individuale, un format dove il tiro ha assunto un peso esagerato’?”
L’impressione è che Simon Fourcade, con la sua chiosa finale, abbia voluto provocare. Sa bene come l’Individuale sia il format originario del biathlon, ne rappresenti la vera essenza. Con quella frase sibillina, ossia ‘il tiro ha assunto un peso esagerato’ ha verosimilmente voluto sottolineare il paradosso legato al fatto che l’Individuale sia differente rispetto agli altri format, essendo diventata un’anomalia nell’imperante standardizzazione del biathlon.
Inoltre, il tecnico transalpino ha lanciato alcuni interessanti temi di riflessione, che dovrebbero essere ripresi e approfonditi. La bulimia in termini di eventi, soprattutto in sport popolari, rischia di far perdere pregnanza alle gare. Dopotutto, se sono sempre gli stessi atleti a lottare per le medaglie, ha davvero senso riempire il programma di competizioni molto simili tra loro per moltiplicare gli spettatori?
Inoltre, è eticamente corretto effettuare questa moltiplicazione in sport seguiti dal pubblico a discapito di altre discipline, totalmente escluse? Si torna a discutere, insomma, delle logiche che muovono il Cio. Non più legate allo sport, all’agonismo e all’olimpismo stesso, bensì al mero profitto e alla popolarità fra il pubblico generalista.
