TennisTennismaniaWimbledon
Ambesi: “Cobolli ha giocato con una marcia in meno. Per Paolini poco da fare contro questa Kostyuk”
L’Italia si presenta alle semifinali di Wimbledon con un solo rappresentante, il n.1 al mondo Jannik Sinner, mentre sono usciti di scena ai quarti sia Flavio Cobolli nel tabellone maschile che Jasmine Paolini al femminile. Di questo e di tanto altro si è parlato nell’ultimo appuntamento di TennisMania, trasmissione condotta da Dario Puppo e visibile sul canale Youtube di OA Sport, con ospiti Massimiliano Ambesi e Guido Monaco.
“Era il Cobolli del primo turno come energia, linguaggio del corpo e approccio alla partita. È che lì ha trovato Navone e ne è venuto fuori, qui ha trovato un tennista più abituato ad affrontare l’erba. Fery è stato più volte vicino all’eliminazione durante il torneo, ma sfrutta molto bene le occasioni: ha avuto 50 palle break in questo Wimbledon e ne ha convertite 25. Per darvi un’idea Zverev, che tra i semifinalisti è il secondo per percentuale, ne ha convertite 17 su 41. Djokovic 17 su 42, Sinner fa 20 di 51. Non era però il Cobolli che siamo abituati a vedere, quindi quello battagliero e che risponde colpo su colpo, che sale di livello. Poi ci sta che tutte le giornate non siano le stesse. Secondo me comunque la partita non poteva venire girata perché mancavano le energie mentali e fisiche“, il commento di Ambesi.
“Il gioco chiave è l’ultimo del primo set, quello in cui Fery realizza il break e vince il set. Poi Flavio parte bene nel secondo, però l’altro lo vedi che è tanto in partita più di Cobolli, poi il secondo va come va e la partita è finita. Se gira diversamente il primo set allora si racconta un match diverso e l’esito può cambiare, ma il Flavio di ieri non era quello visto in tante altre occasioni. Era spento, con qualcosa in meno dal punto di vista fisico, della brillantezza, della reattività. Era un Cobolli con una marcia in meno“, ha aggiunto il giornalista di Eurosport.
Sulla netta sconfitta di Paolini contro l’ucraina Marta Kostyuk: “Io ero pessimista su Paolini, perché Kostyuk è una delle giocatrici che seguo con assiduità. Non mi preoccupava tanto il fatto che avesse vinto 22 delle ultime 23 partite, quanto come fosse riuscita a venire fuori dalle situazioni difficili affrontate nelle ultime due, contro Navarro e Krueger. L’ucraina ha dei momenti di smarrimento, in cui inizia a sbagliare scelte, poi dopo che si perde rimugina sul colpo sbagliato e si assenta per 20 minuti dalla partita perdendo tre game come se nulla fosse. Poi magari l’incontro lo vince ancora, però sono dei momenti che lei vive nel corso delle partite. Speravo quindi che Paolini potesse venirne fuori, ma la Kostyuk vista nei due turni precedenti non è quella Kostyuk lì. È una Kostyuk che magari perde il secondo set con Navarro non si sa neanche come, ma anziché spegnersi riparte a tutta nel terzo e dà 6-1 all’americana. Contro Jasmine serve il 50% di prime e fa il 75% di punti, ma Kostyuk è una di quelle che risponde meglio di tutte e quindi è facile che tu subisca dei break nelle partite contro di lei. Avendo queste pause, spesso si auto-breakka da sola e hai delle opportunità sul suo servizio. Ieri ha avuto un momento di smarrimento ma a differenza di tante altre volte non si è spenta la luce, ne è uscita alla grande“.
“Per me Jasmine ha giocato un buon primo set, fino al 5-3 Kostyuk e 40-0 Paolini sul suo servizio, quando prende un’imbarcata subendo il break e finisce 6-3. Lì l’ucraina aveva concesso poco e l’azzurra era rimasta in partita, ma se Kostyuk gioca così secondo me c’è una categoria e mezza di differenza rispetto alla Paolini che stiamo vedendo, comunque in crescita. E sono due le categorie di differenza tra la Kostyuk che vediamo da aprile a ieri e la Paolini sui tre mesi. Mi dispiace che sia finita così, però contro questa Kostyuk è difficile giocare. Ieri si è vista una grande differenza“, ha sottolineato Ambesi.
