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Alexander Zverev: “Sinner è il miglior giocatore al mondo. Sono qui per sfidare lui e Alcaraz”

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Alexander Zverev
Alexander Zverev / LaPresse

Alexander Zverev non ha fatto il bis. A impedirglielo Jannik Sinner, che anche stavolta non ha dato scampo e si è portato a casa il titolo di Wimbledon in quattro set. Ma, per il tedesco, ci sono diverse sensazioni positive. Queste le prime parole in sala stampa: “In assoluto, considerando dov’ero lo scorso anno, è ovviamente un torneo ben diverso per me. Mi sarebbe piaciuto alzare il trofeo, ma Sinner è stato migliore di me oggi, e ha meritato di vincere“.

Sulla scivolata: “Ho di nuovo iperesteso il ginocchio, un po’ come due anni fa. Facevo un pochino fatica a spingere al servizio, così la mia velocità al servizio è scesa. Ma tutto il resto era ok. Mi muovevo bene da fondo e giocavo bene da fondo. Ma sul servizio faticavo leggermente di più“.

E sulla sensazione di avere il match in controllo: “Non so se lo fossi, ma sentivo di giocare su un livello molto simile, che era molto alto. Tutti e due stavamo giocando a un enorme livello per i primi due set. Ho mancato un dritto per iniziare il tie-break del secondo set, quello ha cambiato un po’ l’inerzia. In assoluto il livello è stato molto buono. La caduta non penso mi abbia aiutato nel terzo set. Set nel quale il mio livello è un pochino calato. Però poi mi sono ripreso nel quarto, ho subito il break in maniera un po’ sfortunata. In assoluto è stato un livello alto da parte di entrambi“.

Sul dritto che viaggiava eccome: “Se riesci a colpire sempre il dritto più forte che puoi, è una buona cosa. Penso sia qualcosa su cui ho lavorato e ne ho anche parlato parecchio quest’anno. Quando posso, colpisco. Poi se entra o esce dipende dal giorno, ma lo colpisco. Quello è il mio obiettivo per quest’anno, per il resto della mia carriera. Sento che funziona meglio mese dopo mese. Vedremo dove sarò nel prossimo paio di mesi“.

Zverev parla anche della transizione a giocatore più offensivo: “L’ho detto a inizio anno e continuo a dirlo: è il tennis che voglio giocare, lo stile che voglio avere. Ci sono stati match a inizio anno dove faticavo di più con questo stile, ma lo mantenevo con continuità. Più mi ci metto, migliore diventerò, spero. Ho vinto il mio primo Slam a Parigi, sono arrivato in finale per la prima volta qui. Chiaro, qualcosa deve pur funzionare. E’ perfetto? No, ma ci stiamo arrivando. Devo continuare a fare la stessa cosa, continuare a lavorare su ciò su cui sto lavorando da inizio anno, continuare su questa via“.

Sulla possibilità di sfidare anche Alcaraz, oltre a Sinner: “Lo spero. Sono qui per questo. Quest’anno è stato di miglioramento. Ho spinto, sono convinto, questi ragazzi. Non li ho battuti, ma li ho spinti al limite, direi. Alcaraz in Australia, forse Jannik qui. Anche se sono stati quattro set, sono stati combattuti, potevano essere cinque. Però quello è l’obiettivo. Quello per cui lavoro sul mio gioco. Ci si è spesso chiesti chi fosse il terzo uomo. Negli ultimi due anni sono stato io, ma molto lontano da loro. Sono però sempre stato numero tre in un certo senso. Se arrivassi più vicino a loro, se posso essere nel mezzo per competere e vincere grandi tornei accanto a loro, sarebbe bello“.

La chiosa finale è su Sinner: “E’ sempre il miglior giocatore al mondo, lo ritengo. Penso lo sia. Ce ne sono solo due, tre con Novak, che possono sfidarlo. Lavoriamo tutti per quell’obiettivo. Continuerò a farlo. Penso di averlo sfidato oggi. Non abbastanza, perché siedo qui da sconfitto. Ma continuerò. I grandi tornei sono sempre dietro l’angolo“.

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