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Los Angeles 2028Nuoto

Thomas Ceccon: “Farò un esperimento in vista degli Europei. Preparazione mirata sui 200, a Los Angeles 2 o 4 gare”

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Thomas Ceccon
Thomas Ceccon / LaPresse

Thomas Ceccon, campione olimpico, campione del mondo e primatista mondiale dei 100 dorso, si è concesso ai microfoni di OA Sport, al Centro Sportivo Targetti di Milano, per un’interessante intervista a 360° in vista del trofeo Sette Colli e dell’imminente rassegna continentale che si svolgerà a Parigi nel mese di agosto.

Le attuali condizioni fisiche: “Male, da un punto di vista fisico veramente cotto ultimamente. Sto lavorando tanto, ma è giusto così“.

L’influenza delle numerose gare disputate nell’ultimo anno sulla condizione e sulla preparazione: “Ho gareggiato meno degli anni scorsi. Sono andato a fare il campionato in Cina che comunque era una settimana di gare, ho fatto gli Assoluti, poi ho fatto la Coppa del Mondo, ho fatto qualcosa ma non tanto come gli anni passati perché poi sono stato anche in Australia. Ho avuto un periodo di distacco dalle gare che si fanno di solito, però adesso punto a fare meno gare possibili. Quest’anno ormai è finito, dall’anno prossimo farò meno gare e un po’ più preparate, non gare magari come questa che non è preparata“.

Sui cambiamenti a due anni di distanza da Parigi 2024 e sulle aspettative per l’Europeo: “È cambiato tanto, ho vissuto tante esperienze, sono stato in Australia due volte; quindi, questa è la cosa principale che mi ha un po’ segnato. Prima non avevo mai fatto un tipo di esperienza del genere. Sarà un Europeo, secondo me, dove qualcuno si scopre. I russi, che magari fino ad adesso hanno gareggiato poco, hanno fatto il Mondiale l’anno scorso che era la prima dopo quattro anni; quindi, sarà un bel miscuglio di persone, c’è magari chi va forte, chi va piano, però è un campo gara dove tanti si testeranno“.

Sulla gestione del fattore sociale: “Io ho tempo e ho voglia, nel senso se mi metto a disposizione lo faccio, si fa volentieri, a meno che non è troppo come è successo a Roma 2022. Agli Europei era veramente fuori controllo tutto, però altrimenti è una cosa che mi fa super piacere, cerco sempre di essere disponibile”.

Su ciò che è cambiato rispetto agli Assoluti: “No, in realtà no. Stanco sono stanco, non motivato non lo sono, quindi siamo rimasti. Sono un po’ più tranquillo, ma poco è cambiato in realtà“.

Sul significato del gareggiare insieme ai ragazzi e sul nuoto giovanile: “Stanno crescendo tantissimo i ragazzi, sono cento ragazzi. Sono veramente tanti quelli che fanno nuoto in tutta Italia. Il movimento c’è, anche gli allenatori che è una cosa di cui secondo me si parla poco. I ragazzi sono tanti, ma gli allenatori sono molto preparati per via del corso che viene fatto fare loro. I corsi di aggiornamento in giro per il mondo, ad esempio anche in Australia, non ci sono. Gareggiare assieme a me non è come avere gli avversari, non è una gara dove vado lì e devo dire, devo battere questo, battere quello. Forse a me fa molto piacere perché faccio la mia gara con tranquillità, cosa che rare volte riesco a fare e per loro penso sia molto bello avermi di fianco, anche se magari c’è un distacco di tempo più elevato“.

Sul partecipare a competizioni straniere e su cosa bisogna migliorare in quelle italiane: “Sì, mi ha fatto molto piacere gareggiare all’estero. Invece in Cina c’erano venti atleti stranieri. Mi ha colpito l’organizzazione, gli spostamenti, i trasporti, come uno si muove anche attraverso il pubblico e c’è un po’ da sistemare. Ovviamente hai i 30 atleti più forti al mondo in una competizione, per forza, in una competizione un po’ più strutturata. Parliamo degli Assoluti, erano due anni che non li facevo, sono tornato lì, mi faceva piacere, però magari c’è un ambiente un po’ più chiuso, un po’ più spento, una cosa che magari andrebbe un po’ sistemata“.

Sul Sette Colli e sul ritorno a Roma: “Sempre un meeting che fa piacere a tutti, una piscina molto veloce, quindi si sta bene, si sta al caldo, forse un po’ troppo, però è una bella vasca, la competizione c’è. Si tratta dell’ultimo test per qualificarsi per gli Europei, per noi è molto importante e a me piace tanto farlo“.

Sulla possibilità di considerare gli 800 come gara a cui partecipare: “Assolutamente non da considerare“.

Il pensiero alle vacanze o la testa a Parigi: “Le vacanze vengono dopo. Non ne ho ancora idea dove e come. Qualcosina farò, poco, ma qualcosina faccio“.

La parola scelta per descrivere il proprio anno fino ad ora: “Impegnativo“.

Sui prossimi impegni e il modo di viverli: “Sette Colli ed Europei. Non penso di fare altre gare di mezzo. Sette Colli adesso devo ancora capire cosa andrò a fare. Penso poco perché non ho voglia di stancarmi troppo, andare a fare tre giorni di gara così impegnativi. E poi gli Europei, noi andremo tre settimane in Sierra Nevada a fare l’altura prima di fare le gare, poi torneremo giù e andremo subito a fare la gara. Questo è l’esperimento che facciamo quest’anno, che è tutto l’anno che ho voglia di provare a farlo perché l’avevamo già fatto, era andato anche abbastanza bene, non su una competizione così importante quindi. Sono abbastanza contento di questo”.

Sull’essere insieme ai ragazzi: “Fare quello che volevo io da ragazzino, purtroppo non ho mai avuto però la possibilità di avere un campione olimpico a portata di mano. Mi piace portare la mia esperienza. Al posto loro io avrei pianto di gioia nel poter essere a contatto con un campione olimpico“.

Sul periodo attuale di lavoro: “Sono in fase di lavoro, sto nuotando un po’ di più in vista di una preparazione mirata sui 200. Soprattutto d’estate tendiamo a fare lavori un po’ più intensi rispetto ad inizio anno dove si fa un po’ più di aerobico. È un periodo intenso, faremo un test al Mecenate e poi andremo al Sette Colli, test utili per vedere la condizione prima degli Europei“.

Le sensazioni in vista della rassegna continentale: “Io spero di andare bene soprattutto nei duecento perché è una gara in cui non sono entrato in finale ai Mondiali e alle Olimpiadi. Ci ho lavorato ci sto ancora lavorando e l’obiettivo è quella di farla bene alle Olimpiadi del 2028. Sarebbe bello realizzare già un buon tempo che mi potrebbe dare una mano per il prossimo anno“.

Sulle gare in preparazione e su quelle da riprendere: “Mi sto allenando sul dorso, più spostato per i duecento. Ho tralasciato lo stile libero che mi sta venendo un po’ meno naturale negli ultimi anni in ottica staffetta. Li ho lasciati un po’ a malincuore, però non posso fare tutte le distanze e gli stili. Bisogna scegliere e la scelta adesso è orientata sui duecento“.

Sulla scelta di portare più gare possibili a Los Angeles o di ridurre il carico: “Si sta pensando di fare dalle due alle quattro gare, oltre alle staffette. Sarà un programma intenso, credo che ne avrò la possibilità perché avrò 27 anni. Mi allenerò tanto, una delle ultime Olimpiadi dove sarò veramente competitivo perché alla successiva ne avrò 31 e lì si ridurrà il carico“.

Differenza tra pubblico italiano e straniero: “Poca perché anche quando eravamo agli Europei di Roma 2022 il pubblico italiano faceva tanto tifo anche agli atleti stranieri. Questa è una cosa cha ha fatto molto piacere, cosa che anche quando si va a fare una competizione straniera internazionale il pubblico fa il tifo per tutti e questa è una cosa buona“.

Sull’influenza dei momenti down per un’atleta che ha già vinto tutto: “Ci sono, devono esserci per forza. Si continua sulla propria strada se hai un piano e un progetto che dura un determinato tempo, è giusto superarli, è molto difficile, però è giusto passarci sopra“.

Sul consiglio ai ragazzi che vogliono intraprendere il nuoto: “Di farlo con passione. Se si fa controvoglia non è mai la scelta giusta. Non sentitevi costretti ad andare. All’inizio magari lo facevo anche io, andavo per i genitori, andavo perché me lo diceva la nonna e l’allenatore. Se non vi piace non fatelo, perché andare contro il proprio istinto non è mai una cosa buona. Se vi piace, fatelo con tanta passione perché è uno sport bellissimo“.

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