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Stefano Napolitano si arrende a Billy Harris nel primo turno delle qualificazioni di Wimbledon
Stefano Napolitano (n.241 del ranking ATP) è costretto ad alzare bandiera bianca al primo turno delle qualificazioni di Wimbledon. Sui prati di Church Road, l’azzurro è stato sconfitto dal padrone di casa Billy Harris (n.140 del mondo) con il punteggio di 6-2 6-2 in un’ora e 16 minuti di gioco. Un successo netto per il britannico, apparso decisamente più a suo agio rispetto a Napolitano sull’erba dei Championships.
Fin dalle battute iniziali del primo set è apparso chiaro come la sfida si prospettasse particolarmente complicata per il tennista italiano. Napolitano, infatti, è stato costretto ad annullare due palle break nel secondo game, riuscendo a salvarsi ai vantaggi. Tuttavia, le difficoltà negli schemi tipici dell’erba, servizio incisivo e punti rapidi, spesso chiusi entro i primi cinque colpi, sono emerse poco dopo, quando Harris ha strappato il servizio all’azzurro nel quarto gioco. Da quel momento il britannico ha gestito con autorità il vantaggio, senza concedere occasioni di rientro al rivale, chiudendo il parziale sul 6-2 grazie a un secondo break.
Nel secondo set Harris ha nuovamente accelerato nel secondo game, ottenendo subito un break di vantaggio. Napolitano ha comunque provato a reagire, trovando il controbreak nel quinto gioco e dando l’impressione di poter riaprire l’incontro. La risposta del britannico, però, è stata immediata. Le difficoltà al servizio dell’italiano si sono rivelate decisive e Harris ha ristabilito rapidamente le distanze, archiviando anche la seconda frazione con il punteggio di 6-2.
Le statistiche hanno confermato il predominio del giocatore di casa. In particolare, il dato dei doppi falli ha inciso in maniera significativa sull’andamento del match: otto quelli commessi da Napolitano contro i due di Harris. Ancora più eloquente il rendimento dell’azzurro con la seconda di servizio, fondamentale nel quale ha conquistato appena 8 punti su 31, pari al 26%, una percentuale troppo bassa per poter competere efficacemente su una superficie come l’erba.
