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Wimbledon 2026, tutti gli italiani nei tabelloni principali e di qualificazione

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Jannik Sinner
Jannik Sinner / LaPresse

Wimbledon 2026, il tempo (e il tempio) degli italiani. Il tempo, perché ormai i nostri giocatori hanno ampiamente dimostrato di sapersi far valere anche sui sacri prati. Il tempio, perché lo è. E perché Jannik Sinner ci ha trionfato in un giorno di luglio del 2025 che l’Italia tennistica non scorderà mai. Ma non c’è ovviamente solo lui nel novero tricolore da tenere d’occhio.

Pur con Lorenzo Musetti assente, l’Italia è ottimamente rappresentata in campo maschile: Flavio Cobolli ha raggiunto lo scorso anno i quarti, Luciano Darderi è uno di quei giocatori insospettabilmente in grado di dar fastidio sull’erba, Matteo Arnaldi potrà godere dell’alto rango della testa di serie, che non guasta mai. E c’è anche Matteo Berrettini pronto a “disturbare” chicchessia, grazie al suo ingresso (quasi) last minute. Occhio anche a Lorenzo Sonego, che qui i suoi bei risultati li ha colti, e a Mattia Bellucci, altra mina vagante come ha dimostrato in questi giorni.

Enorme, poi, il numero di italiani nelle qualificazioni. Dispiace, e molto, per il derby tra Federico Cinà e Gianluca Cadenasso, ma di storie ce ne sono tante. Il riscatto di Luca Nardi, l’orgoglio di Andrea Guerrieri, il momento positivo anche di Andrea Pellegrino. E poi ci sono anche Raul Brancaccio, Lorenzo Giustino, Francesco Maestrelli (il quale ha ambizioni), Marco Cecchinato, Stefano Travaglia da redivivo e Stefano Napolitano.

In campo femminile, per il tabellone principale il conto è presto fatto: Jasmine Paolini, Elisabetta Cocciaretto. La toscana arriva da un anno che definire travagliato è anche poco, con più ombre che luci, qualche infortunio di troppo alle spalle e la voglia di ritrovare almeno metà della condizione del 2024, quella che la spedì dritta in finale. Quanto alla marchigiana, invece, attenzione perché pur con poca specifica preparazione nell’anno è giocatrice che ha messo fuori causa anche le big, e dunque è a buon diritto una mina vagante del tabellone quando si parla di erba.

Non banale il discorso legato alle qualificazioni, se non altro perché qualche nome comincia a variare. Si va dalla repentina crescita di Lisa Pigato, finalmente verso i livelli che le si voleva veder affrontare da tempo, a nomi ormai classici quali Nuria Brancaccio e Lucrezia Stefanini per cui dipenderà tutto dal tabellone. Resta il dilemma di Lucia Bronzetti, mai stata erbivora, mentre la curiosità forte esiste su Tyra Grant e su come affronterà la questione verde.

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