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Tennis

Shelton chiede cambiamenti: “Non è una questione di soldi…”

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Ben Shelton
Ben Shelton / LaPresse

Si corre veloci verso l’inizio del torneo più prestigioso dell’anno, ma le questioni legate ad un calendario sempre più fitto e alla distribuzione dei premi in denaro nei tornei dello Slam sono sempre vive. L’americano Ben Shelton ha espresso le proprie riflessioni su queste delicate tematiche.

Sulla richiesta di aumentare i premi in denaro nei tornei dello Slam: “Questo viene fatto dal punto di vista delle entrate, ma anche da quello del benessere dei giocatori. Gli US Open sono sostanzialmente un evento di tre settimane, 21 giorni al momento, e ci sono cose che preoccupano i giocatori. Dall’esterno, molti lo vedono semplicemente come una questione di soldi. Non è solo una questione di soldi. Per me, si tratta piuttosto di altre decisioni che vengono prese senza il contributo dei giocatori, di avere effettivamente un giocatore che, per così dire, dia un parere consultivo nei tornei del Grande Slam e che possa esprimere la sua opinione”.

Sul calendario sempre più fitto: “Ovviamente, sostengo pienamente i giocatori. Un aspetto molto importante è avere voce in capitolo nelle decisioni che influenzano davvero le nostre vite, come la durata dei tornei, l’eventuale aggiunta di un giorno extra e le relative implicazioni”.

Sulla possibilità che numerosi infortuni siano stati causati da un calendario così denso“È deludente constatarlo. Credo che questi eventi di 12 giorni siano estenuanti. Non è un segreto che il circuito tennistico sia diventato, per quanto doloroso dirlo, insostenibile per molti giocatori. Anche per molti grandi talenti, giocatori che sono al vertice di questo sport”

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