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Salto con gli sci, la FIS modernizza i contingenti femminili. Italia “dimezzata”, almeno in partenza

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Annika Sieff
Annika Sieff LaPresse

Nel salto con gli sci prosegue il processo di equiparazione della Coppa del Mondo femminile a quella maschile. L’obiettivo a medio termine della FIS è quello di avere un circuito unico per i due sessi, come accade nello sci di fondo e in altre discipline. Il traguardo deve però essere raggiunto progressivamente e si sta lavorando per tagliarlo.

Uno dei passi fondamentali, ancora non fatti, era quello dell’equiparazione del sistema che va ad assegnare i contingenti nazionali. Di fatto, negli uomini, oramai da decenni ci si basa su una logica che rispecchia la forza di ogni Paese. Con il passare del tempo, c’è stata tutta una serie di aggiustamenti, ma il concetto di base non è cambiato. Più atleti competitivi ha una nazione, più posti ha; e viceversa.

Nel settore femminile, questa dinamica non era ancora stata implementata. Da quando è nato il massimo circuito, ossia dal 2011, si è sempre seguita la logica di concedere il contingente massimo a ogni Paese. Dunque, indipendentemente dalla forza della nazione, essa poteva schierare ben 6 atlete. Una possibilità fondamentale per consentire alla disciplina di svilupparsi, ma diventata ormai antidiluviana.

Soprattutto nell’ultimo biennio, abbiamo assistito a qualificazioni infinite, alle quali partecipavano saltatrici oggettivamente mediocri e prive di qualsivoglia possibilità di accedere alla gara vera e propria. Ragazze che, con tutto il rispetto dovuto a chi si mette in gioco, galleggiavano tra l’improvvisato e il fuori contesto. Ci si trovava a vedere tutta una serie di salti che nulla aggiungevano o toglievano all’evento, rappresentando un’autentica perdita di tempo.

Finalmente, la FIS si è mossa verso la modernità. Dal 2026-27, anche nel settore femminile, ogni nazione avrà un contingente legato alla forza del proprio movimento. I criteri per stabilirlo sono analoghi a quelli del settore maschile, salvo qualche correzione e modifica. Diciamo che sono più dinamici e cervellotici, allo scopo di garantire una transizione soft.

Il general manager Sandro Pertile ha spiegato che: “l’obiettivo è quello di migliorare la qualità del salto con gli sci femminile. Abbiamo deciso di limitare il numero di atlete in Coppa del Mondo per ridurre i casi di ragazze portate nel massimo circuito troppo rapidamente. Dobbiamo lasciare il tempo alle saltatrici di migliorare e di costruirsi nei livelli inferiori, come avviene fra i maschi, dove chi arriva in Coppa del Mondo è già pronto al palcoscenico maggiore. Inoltre, così facendo, vogliamo rendere più appetibile il salto con gli sci in generale, riducendo le tempistiche delle giornate con la doppia gara”.

In effetti, durante l’inverno 2025-26, capitava di avere autentiche maratone di 8 ore quando uomini e donne si trovavano a competere sullo stesso trampolino alla domenica. Due qualificazioni e due gare erano oggettivamente troppe e non rendevano competitivo il prodotto sul piano mediatico. Ben venga, dunque, la decisione della federazione internazionale, che va a tutelare il salto con gli sci, destinato a crescere di appeal e di livello.

La conseguenza immediata, per l’Italia, è rappresentata dal dimezzamento del contingente nazionale. Se fino al 2025-26 si potevano schierare 6 ragazze contemporaneamente, dal Summer Grand Prix si scenderà a 3. Con, ovviamente, la possibilità di risalire in vista dell’inverno grazie a risultati di rilievo. Le quote sono dinamiche e meritocratiche.

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