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Olimpiadi 2030, il Cio rinvia la decisione su combinata nordica e PGS di snowboard. Conseguenza del cambio presidenza Fis?

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Roland Fischnaller
Roland Fischnaller - IPA/Sport

Alla fine, la ‘Grande coalizione’ ce l’ha fatta e ha (ab)battuto Johan Eliasch, portando per un piccolo voto il liechtensteiniano Alexander Ospelt alla presidenza della Fis. Il candidato di riferimento di Austria e Svizzera, attorno al quale si sono poi aggregati tutti i Paesi anti-Eliasch, compresa la Germania, la Norvegia e le nazioni nordamericane, l’ha spuntata per una sola preferenza (65 a 64).

Viene quindi archiviata la linea politica del multimilionario svedese di passaporto britannico, ritornando al passato, ossia a una gestione della Federazione Internazionale dello Sci più vicina alla tradizione e agli interessi di chi storicamente è padrone del vapore. Si tratta di manovre e giochi lontani dalle dinamiche sportive, le quali sono sempre l’ultimo dei pensieri di chi sta nelle stanze dei bottoni, indipendentemente dalle dichiarazioni di circostanza.

Al riguardo, le prime parole di Ospelt hanno guardato ai Giochi Olimpici del 2030 e alla necessità di salvare la combinata nordica e il gigante parallelo di snowboard. Già che c’era, avrebbe potuto aggiungere che “non esistono più le mezze stagioni”, “si stava meglio quando si stava peggio” e “tanto è tutto un magna magna”. Concetti scontati e banali. Parole, alle quali però dovranno seguire azioni concrete.

Nel frattempo, le ipotetiche “nuove proposte” del nuovo presidente sono già state cassate dalla storia, come per esempio clonare il format della Tournée dei 4 trampolini di salto con gli sci, applicandolo ad altre discipline. Ci hanno provato lo sci di fondo e la combinata nordica di cui sopra, incappando solo in buchi nell’acqua. Lo stesso salto con gli sci ha provato a replicare altrove il concetto della Tournée, ma ogni tentativo è stato sepolto dal corso degli eventi. Se questo è il “nuovo che avanza”…

Comunque sia, c’è già stata una ripercussione all’ascesa di Ospelt. Il Cio ha procrastinato di qualche settimana la decisione su combinata nordica e PGS di snowboard. Si sarebbe dovuto decidere nei prossimi giorni, viceversa si è spinta la deadline più in là. È un buon segnale? Impossibile dirlo. In realtà, si gioca la partita legata alle quote e al numero di atleti che saranno presenti ai Giochi 2030. Un match complicato, per il quale si va ai tempi supplementari.

Torniamo a quanto scritto pochi paragrafi fa. Di Giochi qui, ci sono solo quelli politici. Lo sport e l’agonismo subiscono solo il rinculo delle detonazioni delle cartucce sparate da chi ha il fucile in spalla e mira a un unico bersaglio. Quello dell’interesse e del profitto. Poi, lo dipinge con i colori dei Cinque cerchi, vendendo al pubblico un prodotto. Vedremo quali caratteristiche avrà la versione 2030, ossia se il gigante parallelo e la combinata nordica saranno features ritenute appetibili per l’audience globale.

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