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Olimpiadi 2030, la Francia si mobilita per salvare la combinata nordica. Supporto incredibile per la petizione in favore della disciplina
Alla fine del mese di giugno, il Cio deciderà se mantenere la combinata nordica nel programma dei Giochi olimpici. La disciplina, sempre presente nella manifestazione a Cinque Cerchi sin dal 1924, rischia fortemente l’esclusione a causa della scarsa distribuzione geografica dei suoi atleti più competitivi (oramai sostanzialmente provenienti da tre sole nazioni, ossia Norvegia, Austria e Germania).
A poche settimane da una decisione di capitale importanza, in Francia si assiste a una levata di scudi in difesa della combinata nordica, con il chiaro obiettivo di fare pressioni sul Cio affinché mantenga la disciplina all’interno dei Giochi, a cominciare da quelli del 2030, come sappiamo ospitati proprio dal Paese transalpino.
Dominique Issartel, un dirigente sportivo francese a livello regionale, ha lanciato una petizione. Pronti via e questa ha ricevuto un supporto incredibile da parte di tutto lo sport transalpino. L’appello è stato firmato da autentiche leggende, non solo invernali. Per esempio, a fianco dei nomi di Jean-Claude Killy, Quentin Fillon-Maillet, Lou Jeanmonnot ed Eric Perrot si leggono nientemeno anche quelli di Marie-José Pérec, David Douillet e Alain Bernard.
Non è solo la Francia a mobilitarsi, la petizione ha fatto furore nell’ambiente del salto con gli sci, lo sport “cugino”, per non dire “fratello” della combinata nordica. Anche Ryoyu Kobayashi e Domen Prevc, i due saltatori più talentuosi su piazza, hanno aderito. Verosimilmente, anche altri sportivi di grido si uniranno all’elenco.
Un inatteso, quanto gradito moto di solidarietà nei confronti di una disciplina oggettivamente in crisi di popolarità e credibilità (la colpa, lì, è però del management che l’ha portata sull’orlo dell’estinzione). Sarà sufficiente questa improvvisa dimostrazione d’affetto e stima per salvare la combinata nordica? La risposta l’avremo nel giro di poche settimane.
