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L’ISU reintegra russi e bielorussi per la stagione 2026-2027. Si segue il modello Milano Cortina

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Adelia Petrosian
Adelia Petrosian / International Skating Union

Il responso tanto atteso è finalmente arrivato, anche se in ritardo rispetto alla tabella di marcia. Adesso è ufficiale: l’International Skating Union permetterà agli atleti russi e bielorussi di partecipare alle competizioni internazionali di tutte le discipline affiliate, purché sotto bandiera neutrale. La notizia è stata annunciata nella mattina di oggi, martedì 30 giugno.

Il coinvolgimento dei pattinatori, esclusi per l’intero quadriennio scorso, dalle prime indicazioni seguirà l’approccio già visto in occasione dei Giochi Oimpici, in cui una sparuta rappresentanza di pattinatori ha preso parte alle gare con il codice olimpico AIN e solo dopo aver superato una sorta di esame di idoneità. 

Esattamente come è accaduto nella scrematura, non poco severa, di Milano-Cortina 2026, potranno essere ammessi solo i profili che non sono attualmente e non stati in servizio nelle forze armate o negli apparati di sicurezza di Russia e Bielorussia, che non hanno mai preso parte alle operazioni militari in Ucraina fin dall’inizio della guerra e quelli che non hanno mai sostenuto il conflitto. 

In teoria, il reintegro dei russi e bielorussi doveva essere discusso in occasione del Congresso ISU svoltosi a Tenerife nei primi giorni di giugno. Tuttavia al tempo la decisione slittò a data da destinarsi. Dei timidi segnali di apertura si erano intuiti nei giorni scorsi, quando dal sito ufficiale della Federazione Russa erano apparse dal calendario anche le tappe del Grand Prix di pattinaggio di figura, in partenza ad ottobre.

A differenza della rassegna a cinque cerchi, è previsto anche il coinvolgimento degli atleti anche nelle gare a squadre, sempre sotto il codice olimpico AIN, sia nelle prove di velocità e short track che nel pattinaggio di figura con l’eventuale partecipazione al World Team Trophy 2026.  

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