Pallamano
L’astro nascente Christian Manojlovic: “Campus Italia fondamentale per la formazione. Ai Mondiali puntiamo al Main Round”
Christian Manojlovic terzino della Nazionale italiana e dello SCM Politehnica Timișoara è stato l’ospite dell’ultima puntata di Talent Zone, in onda sul canale Youtube di OA Sport. Il giocatore classe 2005 ha toccato diversi argomenti, tra club e nazionale, con obiettivi ben precisi a livello singolo e individuale.
Per il terzino azzurro il primo argomento non può che essere il storico successo contro la Svizzera di Faenza che ha qualificato la nostra formazione ai prossimi Mondiali: “A livello generale tutto bene, ripensando a quella fantastica partita è ancora difficile crederci. In quei giorni è stato molto difficile dormire per l’adrenalina di quel match. Penso che molti di noi dobbiamo ancora realizzare tutto. Ogni volta che facevo gol era una emozione incredibile perchè sentivi i boati dei 4.000 del palazzetto. Una partita che mi ha cambiato e che mi darà modo di giocare con più convinzione in futuro”.
Un giocatore molto solido ma che a livello mentale ha una caratteristica particolare: “Il problema non è stato in partita contro la Svizzera. Io sono quel tipo di giocatore che quando entra in campo si sente a suo agio. Il problema sono le ore prima. Non riuscivo a sdrammatizzare la tensione. Con la Nazionale sento ancora di più il peso di queste partite. Nei match con il mio club, invece, riesco a gestirla meglio”.
Sin dai primi anni della sua vita il destino era già verso la pallamano: “Io sono sempre stato molto focalizzato sulla pallamano; quando avevo 10-11 ho fatto un paio di settimane di tennis, ma non ho mai avuto dubbi. Uno sport che mi piace è il basket ma non l’ho mai vissuto in prima persona”.
Quando ha capito che poteva davvero stare ai più alti livelli? “Il primo pensiero l’ho fatto alla prima convocazione contro la Lettonia con coach Trillini che mi fece giocare 10-15 minuti. Avevo capito che potevo fare qualcosa. Quest’anno poi abbiamo fatto una amichevole contro la Francia e ho visto che potevo stare bene in campo e ho iniziato a pensare a qualcosa di molto serio”.
Il percorso di Manojlovic è andato di pari passo con Campus Italia: “Una esperienza che consiglio a tutti quanti. Ti focalizzi sulla pallamano 24 ore al giorno e vivi esperienze con i tuoi compagni. Puoi fare di tutto, fai nuove amicizie e ti puoi confrontare sulla pallamano dopo ogni allenamento o partita”.
L’esordio in Serie A1 com’è stato? “Soprattutto ho sentito l’impatto fisico. Noi eravamo ragazzini di 16-17 anni e giocavamo contro avversari di 28 anni all’apice della carriera. Diciamo che sono stati momenti formativi, facendoci sentire per quanto possibile“.
La scelta della SCM Politehnica Timișoara ha motivazioni ben precise: “Avevo deciso di fare l’ultimo anno in Italia anche per finire la scuola, poi ho scelto di andare in Romania per capire anche se è davvero quello che voglio fare nella vita. Il primo anno è stato difficile. Entri in un livello fisico alto e se non sei almeno 90 kg è difficile. Ho avuto bisogno di un po’ di tempo per ambientarmi, invece quest’anno vado decisamente meglio”.
Qual è la filosofia del terzino azzurro? “In allenamento più che in partita bisogna essere forti a livello mentale. Arrivi a fine stagione pensando che ne è valsa davvero la pena. Quando sbaglio cerco di rimanere più concentrato possibile perchè altrimenti non è semplice rimettersi in carreggiata. Penso che la tenacia e la perseveranza siano le mie doti migliori”.
Gli obiettivi di Manojlovic sono ben chiari: “Con il club spero di qualificarmi anche l’anno prossimo nella Coppa europea, mentre con la Nazionale speriamo di arrivare molto avanti nel Mondiale in Germania, possibilmente al Main Round, l’obiettivo è arrivare sempre più in alto. Una top10? Perchè no? Il sogno olimpico? Sarà molto difficile, tutto dipenderà dai Mondiali. In Europa i pass non sono moltissimi, per cui bisognerà andare molto avanti. A livello personale, invece, proverò a cercare di arrivare in una squadra tra le migliori d’Europa. Una idea? Il Barcellona. Fare bene al Mondiale sarebbe già importante”.
