Formula 1
Fernando Alonso: “L’era dei motori ibridi ha rovinato la F1”
Fernando Alonso torna ad alzare il livello del dibattito sul futuro della Formula 1 e, a pochi mesi dall’introduzione del regolamento 2026, conferma tutte le sue perplessità su una categoria sempre più condizionata dalla componente elettrica. Lo spagnolo, infatti, ritiene che la direzione intrapresa negli ultimi anni abbia progressivamente allontanato la F1 dall’essenza delle corse, trasformando la gestione dell’energia in un fattore determinante e riducendo il margine d’intervento del pilota.
Alla vigilia del Gran Premio del Canada, il due volte campione del mondo ha ribadito una posizione che sostiene da tempo, proprio mentre nel paddock si discute di possibili correttivi per il futuro. Sul tavolo c’è l’ipotesi di modificare il bilanciamento tra motore termico ed elettrico, passando dall’attuale filosofia 50/50 a una più tradizionale ripartizione 60/40. Un cambiamento che, tuttavia, secondo Alonso non sarebbe sufficiente a modificare in profondità il quadro tecnico.
Per il pilota dell’Aston Martin, il problema non riguarda soltanto il regolamento che entrerà in vigore nel 2026, ma un’intera fase storica della Formula 1 iniziata con l’avvento delle power unit ibride. “Il mondo è andato verso l’elettrificazione, ritenendola il futuro. Ma non vale per le corse. Le corse sono un’altra cosa“, ha affermato Alonso, sottolineando come la ricerca dell’efficienza energetica abbia finito per incidere pesantemente sulla natura stessa della competizione.
Lo spagnolo guarda con favore all’ipotesi di un ridimensionamento della componente elettrica, ma ritiene che si tratti soltanto di una parziale correzione di rotta. “Ora stiamo tornando un po’ indietro, verso un 60-40, e in futuro sempre meno“, ha osservato, aggiungendo poi il passaggio più significativo della sua riflessione: “Purtroppo, abbiamo attraversato questo periodo dal 2014, con l’era turbo, e ora ancora di più, in cui abbiamo perso quasi un decennio, o anche di più, di vere corse“.
Le parole di Alonso non rappresentano una critica alla tecnologia ibrida in quanto tale, quanto piuttosto al peso che essa ha assunto nell’economia della prestazione. Secondo il veterano spagnolo, quando la gestione energetica diventa un elemento dominante, il pilota è costretto a ragionare più sul risparmio e sulla distribuzione dell’energia che sulla ricerca della massima velocità. Una situazione che, a suo giudizio, rischia di snaturare la competizione e di limitare la possibilità di fare la differenza nelle fasi più tecniche della guida.
