Atletica
Daniele Meucci: “Italia competitiva agli Europei nella maratona, abbiamo tanti giovani. Occhio a Chevriev”
Daniele Meucci è stato l’ospite dell’ultima puntata di Run2u in onda sul canale YouTube di OA Sport. Il maratoneta azzurro, nonostante le 40 candeline spente, sarà protagonista per l’Italia agli Europei di Birmingham.
Si parte, ovviamente, con l’emozione della convocazione per il grande evento continentale: “Indossare la maglia azzurra è sempre un onore. Sono felice di questa convocazione. Ne ho vissute diverse e pensavo di smettere di indossare la maglia azzurra, invece è stata una grande sorpresa”.
La nazionale si presenta agguerrita per l’evento: “La squadra è forte con diversi giovani motivati. Vedremo cosa potrà succedere. Consegneranno la Coppa per Nazioni, per cui vedremo cosa riusciremo ad ottenere. Mi auguro che tra i ragazzi qualcuno possa andare a medaglia”.
I partecipanti: “Oltre a me ci saranno Chiappinelli, Riva, Ouhda, Jaafari e Chevriev, la sorpresa delle convocazioni. So che lui è più specializzato nella corsa in montagna, per cui la convocazione per la maratona è stata sorprendente. Il percorso sarà duro, quindi magari farà lui il colpaccio. Penso che sarà una gara muscolare nella quale potrebbe succedere di tutto. A livello di clima non so dire, potrebbe essere caldo o fresco, dato che solitamente in quel periodo è molto variabile. Non dovrebbe essere afoso”.
Oltre all’età, come ci si prepara ad un Europeo con così poco preavviso? “Bisogna essere molto bravi e avere già una base solida da portare nel giro di due mesi al massimo per il grande evento. Chi sa già da tempo della convocazione ha modo di prepararsi nel migliore dei modi, a chi succede all’ultimo minuto, invece, la questione diventa differente. Ad esempio per Parigi 2024 era nell’aria, ma l’ho saputo a luglio per agosto. Diciamo che si tiene una condizione media, poi si completa. La macchina, se così si può chiamare, l’ho sempre voluta tenere nella giusta maniera, ma chissà se l’avessi spinta maggiormente”.
L’atleta toscano spiega poi il suo rapporto con il tecnico Piero Incalza: “Sicuramente è diverso perchè arrivi alla gara e non sai in quali condizioni sei. Ti fa sempre fare cose talmente diverse che non sai la tua condizione. Mi ha stimolato nuovamente ad andare avanti. Ripetere sempre le stesse cose mi avrebbe dato maggiori certezze, ma forse meno stimoli. Mi fido di quello che mi dice e so che mi porterà all’evento al massimo. A volte mi fa fare cose mai fatte in precedenza nei miei 25 anni di carriera”.
A livello mentale: “Anche in quello è imprevedibile. Se c’è un dubbio ci ride e scherza sopra e ti lascia ulteriormente nell’incertezza. Direi che è davvero il suo pregio. Se non credi nel tuo allenatore non ha senso allenarsi”.
Pensando al futuro: “Mi piacerebbe rimanere come coach senza dubbio. Ho studiato e sono ingegnere e mi piacerebbe un ruolo all’interno dell’Esercito sfruttando i miei studi ma non ho ancora certezze”.
