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Calcio

Calcio femminile, Italia ai playoff per approdare ai Mondiali 2027: pagati i cali, ma il livello è alto

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Elisabetta Oliviero
Elisabetta Oliviero / IPA Sport

La Nazionale italiana di calcio femminile esce da Göteborg con sentimenti contrastanti. Da un lato resta il rammarico per una vittoria sfumata e una qualificazione diretta al Mondiale 2027 mancata; dall’altro rimane la consapevolezza di aver disputato un percorso di alto profilo, confermando di poter competere alla pari con due delle nazionali più accreditate del panorama europeo come Svezia e Danimarca.

Il 2-2 maturato in terra svedese rappresenta in fondo la sintesi dell’intera campagna delle azzurre. Per quarantacinque minuti la squadra di Andrea Soncin ha offerto una prestazione di assoluto livello, andando al riposo sul doppio vantaggio grazie alle reti di Oliviero e Piemonte e concedendo pochissimo alle padrone di casa. Una dimostrazione di personalità, organizzazione e qualità che ha certificato la crescita del gruppo e la sua capacità di misurarsi senza complessi contro avversarie di prima fascia.

Nella ripresa, però, è emerso quello che probabilmente è stato il limite principale dell’Italia in queste qualificazioni: l’incapacità di mantenere la stessa intensità e lo stesso livello di esecuzione per tutti i novanta minuti. Le notizie provenienti dalla Serbia, dove la Danimarca stava indirizzando il proprio incontro verso una larga vittoria, hanno inevitabilmente inciso sul piano emotivo. Tuttavia, la rimonta firmata da Lundkvist e Rolfö ha evidenziato soprattutto come, contro avversarie di questo calibro, anche un lieve abbassamento della soglia di attenzione finisca per essere pagato a caro prezzo.

È proprio questo aspetto ad aver impedito alle azzurre di conquistare il primo posto nel girone, l’unico che garantiva l’accesso diretto alla fase finale del Mondiale brasiliano. Eppure sarebbe riduttivo soffermarsi esclusivamente sul risultato finale. Nel corso della campagna l’Italia ha dimostrato di poter mettere in difficoltà sia la Danimarca sia la Svezia, producendo lunghi tratti di calcio efficace e competitivo. Le punte di rendimento raggiunte dalla squadra di Soncin sono state elevate e rappresentano un patrimonio importante in vista della fase decisiva del percorso qualificante.

La sensazione è che alla Nazionale manchi ancora l’ultimo passo per trasformarsi in una compagine capace di gestire con continuità partite di altissimo livello. La distanza dalle migliori, però, appare molto più ridotta rispetto al passato. E questo è il dato che più può alimentare l’ottimismo in vista degli spareggi.

Come funzionano i playoff ? Il sorteggio si svolgerà il 18 giugno e coinvolgerà complessivamente 32 nazionali. Gli spareggi si articoleranno in due turni con gare di andata e ritorno. Le seconde e terze classificate dei gironi di Lega A, tra cui l’Italia, saranno inserite nel cosiddetto “Percorso 1”. Nel primo turno, in programma il 7 e il 13 ottobre 2026, le squadre provenienti dalla Lega A saranno teste di serie e giocheranno il ritorno in casa. Le otto vincitrici accederanno al secondo turno. Successivamente, il 26 novembre e il 5 dicembre 2026, le vincitrici del Percorso 1 affronteranno le qualificate del Percorso 2. Al termine del secondo turno saranno assegnati sette posti diretti per il Mondiale 2027, mentre un’ulteriore nazionale europea accederà al torneo intercontinentale di spareggio previsto per febbraio 2027. Nel primo turno dei playoff l’Italia sarà sorteggiata contro una delle otto formazioni provenienti dalla Lega C:

  • Lituania
  • Kosovo
  • Ungheria
  • Grecia
  • Romania
  • Bielorussia
  • Croazia
  • Kazakistan

L’andata si giocherà il 7 ottobre sul campo dell’avversaria estratta, mentre il ritorno è previsto il 13 ottobre in Italia. Sulla carta, il livello delle possibili avversarie appare nettamente inferiore rispetto a quello affrontato nel girone. Per questo motivo il vero banco di prova potrebbe arrivare nel secondo turno, quando le Azzurre potrebbero incrociare selezioni provenienti dalla Lega B o alcune nazionali di fascia medio-alta retrocesse nel Percorso 2.

In definitiva, il pareggio di Göteborg ha negato all’Italia la via più breve verso il Brasile, ma non ha ridimensionato il valore del percorso compiuto. Al contrario, ha confermato che la squadra di Soncin possiede mezzi tecnici e organizzativi per ambire al Mondiale. La sfida, ora, sarà trasformare quei picchi di eccellenza mostrati contro Danimarca e Svezia in una continuità di rendimento che permetta alle azzurre di completare l’opera negli spareggi autunnali.

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