Arrampicata Sportiva
Beatrice Colli: “Ho risolto un problema al tallone. Mi servono 2 anni per il salto di qualità”
Beatrice Colli è stata l’ospite dell’ultima puntata di OA Focus, in onda sul canale Youtube di OA Sport. La campionessa di arrampicata sportiva ha toccato diversi argomenti su un sport che è la sua vita e che sta cambiando molto negli ultimi anni.
La nativa di Colico inizia proprio dallo sport che pratica: “Credo che l’arrampicata stia diventando uno sport gigantesco. Sono orgogliosa di fare parte della crescita di questo sport. Molti si stanno appassionando a questa disciplina. Li capisco, quando inizi poi ti appassioni di sicuro”.
Come si vive la rapidissima speed? “La parte di speed è 15 metri e non hai tempo per avere paura. L’unica cosa che fai è arrivare lassù e spingere il bottone. Sono 6-7 secondi, dai tutto ed è una vera e propria esplosione. Gareggiare per così poco, a volte 10 secondi, è intenso e speciale”.
Beatrice Colli torna con la mente agli inizi: “Ho iniziato da giovanissima. Credo che mentre lo stavo vivendo, ovvero poter competere ai massimi livelli da giovanissima, ero consapevole di vivere un sogno. Seguivo le atlete italiane sui social e dissi al mio allenatore dell’epoca che avrei voluto fare lo stesso percorso anche io. Nell’arco di due anni durante gli allenamenti capivo di fare fatica. Poi è arrivata la convocazione per i Mondiali giovanili e entrare nel mondo competitivo così giovane ti dà il modo di crescere in fretta”.
Come si può dividere talento a agonismo? La atleta classe 2004 ha una idea ben precisa: “Lo sport sta crescendo e il talento è una piccolissima percentuale bisogna lavorare tanto per essere competitivi. Il talento è un argomento tabù. Cosa significa? Essere forti e predisposti o avere la mente giusta per gestire lo sforzo. Se voglio essere disciplinata come voglio essere devo anche imparare a riposare che, in teoria, sarebbe fondamentale”.
Si sta facendo largo un nuovo stile di arrampicata? “Io parlo per la mia categoria che è lo speed, per cui non ci può essere una rivoluzione in così poco tempo. Il percorso è quello e lo stile è quello. Ci sono state tecniche che si sono evolute ma il maggior cambiamento sono le altre due discipline che pratico. Il cambiamento è arrivato per colpa della tv. Si va verso l’intrattenimento e lo spettacolo, per cui la tracciatura è simile al parkour”.
C’è la possibilità di spostarsi all’estero per una crescita ulteriore? Beatrice Colli sembra allontanare questa eventualità: “Lo faccio già, dopotutto quando gareggiamo all’estero ci alleniamo nelle palestre in giro per il mondo. Non so cosa mi porterà il futuro ma non penso che sarà una mia scelta. Cosa mi piacerebbe fare? Tante cose. Non so dire cosa al momento ma so che sono in continua crescita”.
La nostra portacolori spiega poi quando ha capito che poteva raggiungere grandi traguardi: “L’ho capito sicuramente quando ho preso la prima medaglia d’oro mondiale (giovanile, ndr). Più che dentro di me, lo capivo tramite le persone che mi stavano accanto. Sapevo che avrei voluto fare quello nella vita, quella voglia di allenarmi sarebbe stata la stessa sia con o senza titolo”.
Uno dei suoi fiori all’occhiello è la continuità: “Penso che non ci sia una regola ma molto dipenda da quello che si ha dentro. La voglia di allenarsi sempre, la voglia di migliorare sempre. Ogni giorno prendi decisioni per cui poi arriverai al risultato che ti sei prefissata”.
A soli 20 anni, la sua prima Olimpiade è arrivata a Parigi 2024: “Ricordo due cose: la grande sofferenza che ha preceduto la mia gara e la soddisfazione di esserci. Con la consapevolezza di volermi godere il momento. Già arrivare è un’impresa visti i pochissimi posti che abbiamo a disposizione. Il percorso di avvicinamento è stato difficile, mantenere la giusta mentalità non è stato semplice. Ora poi c’è un grande cambiamento. Chi vorrà fare più discipline potrà dividersi, chi invece vorrà concentrarsi su una potrà farlo senza problemi”.
Il 2026 la sta vedendo cambiare decisamente marcia: “Tutto il mondo sta diventando super-veloce. Ora non basta più nemmeno il record italiano per essere competitive. Dopo 5 anni di un problema al tallone mi sono operata e sono migliorata. Quest’anno finalmente l’ho potuto affrontare al 100% ed i risultati iniziano a vedersi con le gambe che possono spingere in maniera perfetta. Non sono ancora al livello che vorrei essere e proverò ad arrivarci, con la voglia di arrivare lontano ma senza correre. Un passo alla volta. Sono più veloce di un anno fa, ma devo crescere a livello fisico per il salto di qualità che potrebbe arrivare da qui a 2 anni. So che arriverà”.
