Atletica
Zaynab Dosso faro di un’Italia sperimentale alle World Relays: mirino puntato verso i Mondiali 2027
Il primo grande appuntamento della stagione outdoor su pista è ormai alle porte per l’atletica italiana, che disputerà questo weekend in Botswana le World Relays 2026. L’evento mondiale dedicato alle staffette rappresenta un’importante tappa di passaggio verso i Campionati Europei di Birmingham, il vero obiettivo principale dell’estate, ma in questo contesto la priorità sarà quello di centrare il maggior numero possibile di pass per i Campionati Mondiali 2027.
A Gaborone verranno infatti assegnati ben dodici pass su sedici in ogni specialità (ultimi quattro posti tramite le top list della prossima stagione) verso la rassegna iridata preolimpica che andrà in scena a Pechino dall’11 al 19 settembre del 2027. In palio anche sei tagliandi (su otto) nella 4×100 e 4×400 mista per l’inedita manifestazione World Athletics, l’Ultimate Championship, che si terrà a Budapest il prossimo settembre.
L’Italia si presenta alle World Relays con diverse assenze di peso (su tutti Marcell Jacobs, Filippo Tortu e Lorenzo Patta) e con tanti volti nuovi che faranno il loro debutto con la maglia della Nazionale assoluta tra cui Elisa Valensin, Margherita Castellani, Eduardo Longobardi e Diego Nappi. A conti fatti vedremo in azione delle formazioni azzurre sperimentali nella 4×100 maschile (con il solo Fausto Desalu come reduce delle grandi imprese dell’ultimo lustro) e nelle due staffette miste, mentre la 4×400 uomini non si è qualificata.
Discorso diverso in campo femminile, dove la campionessa mondiale in carica dei 60 metri Zaynab Dosso proverà a trascinare le compagne di squadra della 4×100 (in attesa di accogliere l’enfant prodige Kelly Doualla dalla prossima annata) ad un buon risultato e soprattutto al pass diretto per Pechino 2027. Da monitorare con grande interesse anche il rendimento della 4×400, che può contare su un quartetto sulla carta piuttosto solido avendo a disposizione Alice Mangione, Anna Polinari, Virginia Troiani, Alessandra Bonora e l’ottocentista Eloisa Coiro.
