Nuoto
Virginia Menicucci: “Sara Curtis uno stimolo: mai una come lei in Italia. 4×100 sl? Ne vedremo delle belle…”
Abbattuto il muro dei 54”, conquistato il secondo posto nei 100 stile libero ai Campionati Italiani. Aprile di gran qualità per Virginia Menicucci che sembra essere entrata in una nuova dimensione. La velocista azzurra è stata intervistata nella trasmissione Swim Zone.
Andando a riepilogare gli Assoluti: “Un Campionato Italiano davvero ricco di sorprese. Sto ancora realizzando quello che è successo, perché sapevo di stare bene e mi ero allenata molto bene, ma dietro c’è comunque un lavoro di anni. Allenarsi bene e poi fare una gara fatta bene è un mondo, e penso che questo lo sappiate bene anche voi, da atlete ed ex atlete. Posso dire che la mia gara preferita è stata il 100 stile, perché è una gara che sento molto più mia, su cui mi alleno tanto e su cui puntavo particolarmente anche in ottica di qualificazione europea. È una gara che mi ha dato una soddisfazione enorme: arrivare seconda, per me, è già un risultato grandissimo, perché in una gara veloce non è mai scontato. Ma soprattutto aver chiuso in 53, abbattendo il muro del 54, è stato un traguardo davvero gigantesco per me. Sono felice anche perché sono riuscita a godermelo davvero: appena ho toccato, ho capito di aver fatto quella cosa e ho detto a me stessa: ‘Ora me la vivo al 100%’. Magari, da più inesperta, non sarei stata così capace di vivere pienamente il presente e l’emozione del momento. Questa volta invece è stato diverso: l’ho proprio accolta e me la sono goduta. Poi c’è stato anche il 50 stile, che è arrivato dopo, ed è stata un’altra gara molto importante, perché mi sono un po’ dimostrata di riuscire a essere veloce, oltre ad avere anche un buon ritorno, visto che il mio 100 è basato prevalentemente sul ritorno. Mi aspettavo di essere in forma e di poter far bene anche il 50, però un 24 è sempre qualcosa di importante a livello italiano, e non solo. Infatti è stata anche la finale più veloce: l’ha detto Sacchi e io non lo sapevo, ma effettivamente arrivare quinte con 24 non è mai successo. È molto positivo per il movimento, quindi sono davvero molto contenta di entrambe le gare”.
Il confronto con Sara Curtis: “Sicuramente avere Sara Curtis come avversaria, lo dico sempre, per me è una fonte di stimolo incredibile. Sara è un’atleta formidabile: ha doti incredibili, fisicamente è fantastica, è qualcosa che in Italia non avevamo mai visto. E probabilmente, certo, se avessi fatto questo tempo anni fa, nel periodo post-Pellegrini, avrei vinto l’oro. Il destino alla fine è uno solo, insomma, non si può cambiare. E il mio destino è questo, e va bene così, perché magari non era nemmeno detto. Avere Sara, per me, è stato molto stimolante. Già l’anno scorso, sì, essere al suo fianco mi ha molto destabilizzata dal suo passaggio a Fagiano, nel senso che è un passaggio che non si era mai visto in Italia”.
Sugli allenamenti: “Il nuoto è sì uno sport individuale, soprattutto per quanto riguarda la competizione. Però c’è anche una grossa componente legata agli altri, al gruppo e al confronto, che per me è una parte fondamentale di questo sport. Penso che, se mi allenassi da sola tutti i giorni, avrei meno della metà della motivazione che ho oggi. Quindi sì, il gruppo è importantissimo. E devo dire che il mio gruppo è davvero molto equilibrato e mi aiuta tantissimo”.
Sulle Olimpiadi di Parigi: “Il risultato migliore che io abbia mai avuto resta sicuramente un’Olimpiade. Al di là del risultato in sé, l’esperienza di aver fatto anche una finale e il modo in cui è arrivata è stato qualcosa di speciale, perché non ce l’aspettavamo. Eravamo tutte molto impreparate, molto inesperte, piccole: anche se io ero la più grande, mi sentivo ancora piccolina. È stato emozionante proprio perché ci sentivamo un po’ spaesate, però alla fine eravamo forti e avevamo dimostrato di meritarcelo comunque. Per me è stata un’esperienza fantastica e oggi devo ringraziare la staffetta 4×100, perché sicuramente mi ha dato la possibilità di gareggiare in contesti internazionali quando nuotavo ancora 54 alto. Mi ha permesso di misurarmi con atlete che nuotavano 52 e 53, e quindi di crescere”.
E in questo 2026: “Adesso spero che all’Europeo riusciremo a dimostrare che siamo un movimento in crescita, che siamo molto legate sia come atlete sia come persone. Sono diversi anni che facciamo staffetta insieme, quindi ci conosciamo bene, ma c’è anche proprio un’amicizia dietro. Non vedo l’ora che ci sarà che ne vedremo delle belle”.
