Tennis
Querrey e Johnson incoronano Alcaraz: “Stagione migliore di Sinner”. E il paragone con Djokovic 2011 accende il dibattito
Non bastano il Sunshine Double, la cavalcata perfetta sulla terra battuta e il Career Golden Masters completato a soli 24 anni per mettere tutti d’accordo sulla supremazia stagionale di Jannik Sinner. Nel dibattito acceso durante il podcast Nothing Major, gli ex tennisti americani Sam Querrey e Steve Johnson hanno infatti sostenuto una tesi destinata a far discutere: nonostante i numeri straordinari dell’azzurro, la stagione migliore fin qui sarebbe ancora quella di Carlos Alcaraz.
Un giudizio che sorprende considerando quanto costruito dal numero uno del mondo negli ultimi mesi. Dopo un avvio di 2026 complicato, segnato dalla semifinale persa agli Australian Open contro Novak Djokovic e dall’eliminazione ai quarti a Doha per mano di Jakub Mensik, Sinner ha cambiato marcia in maniera impressionante. I trionfi consecutivi a Indian Wells e Miami hanno inaugurato una lunga serie vincente culminata nei successi di Montecarlo, Madrid e Roma, risultati che gli hanno consentito di entrare in un club esclusivissimo insieme a Djokovic grazie al Career Golden Masters.
Eppure, secondo Querrey e Johnson, il peso specifico dei successi di Alcaraz resta superiore. Lo spagnolo, infatti, ha conquistato gli Australian Open e il torneo di Doha prima di fermarsi per problemi fisici che lo terranno lontano dai campi anche a Wimbledon. Una pausa lunga oltre cento giorni, che però non basta agli ex giocatori americani per ridimensionarne l’impatto stagionale.
“Per ora, Alcaraz ha avuto un anno migliore di Sinner“, hanno spiegato durante il podcast. Una valutazione netta, motivata soprattutto dal prestigio dei tornei vinti dal murciano. Querrey ha poi aggiunto: “Continuo a dare un vantaggio a Carlos, a meno che Sinner non vinca il Roland Garros, perché è il più giovane tennista della storia ad aver conquistato il Career Grand Slam: è pazzesco“.
Il ragionamento dei due statunitensi ruota dunque attorno al valore simbolico e storico dei grandi titoli. Pur riconoscendo la continuità impressionante mostrata dall’azzurro, ritengono che uno Slam continui a rappresentare il discrimine principale nel confronto tra le due stagioni.
Nel corso della trasmissione, il dibattito si è poi allargato a un paragone ancora più ambizioso: il livello del Sinner attuale rispetto al Djokovic del 2011, una delle versioni più dominanti mai viste nella storia del tennis. In quella stagione il serbo conquistò 70 vittorie su 76 partite, vinse dieci titoli, tra cui tre Slam e cinque Masters 1000, e aprì l’anno con una striscia irreale di 41 successi consecutivi.
Alla domanda su chi vincerebbe in un ipotetico confronto diretto tra “Djokovic 2011” e “Sinner 2026”, anche John Isner ha preso posizione: “Djokovic vinse tutto fino al torneo di Roma più o meno“. Un dominio che, secondo Isner, basterebbe a fare del serbo il favorito anche contro l’attuale versione dell’italiano: “Novak aveva un record di 10-1 contro Rafael Nadal e Federer, quindi batterebbe anche il Sinner di quest’anno“.
Querrey, pur sottolineando quanto sia difficile confrontare epoche e contesti differenti, ha sostanzialmente condiviso l’analisi: “Queste sfide ipotetiche sono complicate. Djokovic perse la prima partita al Roland Garros contro Federer quell’anno“. Poi la conclusione, ancora più esplicita: “Novak del 2011 batterebbe Sinner di quest’anno. Ha vinto tornei durissimi nel corso di quella stagione. Se l’italiano dovesse vincere il Roland Garros, Wimbledon, Toronto e Cincinnati ne potremmo riparlare“.
L’ex statunitense ha insistito soprattutto su un dato: “Il bilancio contro Federer e Nadal è stato di 10-1. John ha detto una cosa molto importante: Djokovic 2026 ha sconfitto Sinner 2026. Quindi direi che Djokovic 2011 batterebbe questo Jannik“.
