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Novak Djokovic: “Non capisco perché non ci sia una regola chiara per il caldo a Parigi, siamo in uno Slam”
Novak Djokovic conquista il terzo turno del Roland Garros 2026, ma il successo contro Valentin Royer lascia in eredità molto più di una semplice qualificazione. Sul Philippe-Chatrier il serbo ha dovuto gestire una partita improvvisamente complicatasi dopo due set dominati, ritrovandosi invischiato in una battaglia fisica e mentale che, a suo stesso dire, lo ha prosciugato di energie.
In conferenza stampa, Nole ha respinto subito l’idea che si sia trattato di un match soltanto “moderatamente lungo”. “Non so se mi piaccia o se sia d’accordo con il commento secondo cui è stata una partita ‘abbastanza lunga‘. Quando giochi un match di tre ore e mezza sulla terra battuta, è lungo ed estremamente faticoso. Almeno secondo me“, ha spiegato il serbo, evidenziando quanto le condizioni atmosferiche abbiano inciso sull’andamento dell’incontro.
Il campione serbo ha ammesso senza esitazioni che la sfida avrebbe potuto chiudersi molto prima: “È stata chiaramente colpa mia se non ho finito in tre set, perché nel terzo ho avuto un break di vantaggio e anche un match point. In quei momenti sono stato troppo passivo“. Un passaggio che fotografa bene la svolta del match: Djokovic ha lasciato spazio alla reazione di Royer, trascinato dall’entusiasmo del pubblico francese. “Lui ha colto le sue occasioni e ha avuto il sostegno del pubblico che stava cercando. Ovviamente l’inerzia della partita è cambiata“.
Da lì in avanti il confronto si è trasformato in una prova di resistenza. Il fuoriclasse nativo di Belgrado ha raccontato di essere riuscito a “ricompattarsi” nel quarto set, tornando più aggressivo e lucido nei momenti decisivi. “Il punteggio forse non rende giustizia alla durezza della partita. È stato un match davvero molto complicato“, ha sottolineato, riconoscendo anche il valore dell’avversario: “Ha giocato a un livello molto alto. Era carico fin dal primo punto, con idee tattiche molto chiare. È un lottatore“.
Il tema fisico è stato centrale per tutta la conferenza stampa. Djokovic ha insistito sulle difficoltà create dal caldo estremo di questi giorni parigini, arrivando anche a criticare apertamente la gestione del torneo sul fronte delle alte temperature. “Non capisco davvero perché qui non ci sia una regola chiara per il caldo. Pensavo esistesse in tutti gli Slam“, ha dichiarato, aprendo una riflessione più ampia sulle condizioni in cui i giocatori sono costretti a competere.
Pur riconoscendo la complessità organizzativa della questione, il serbo ha ribadito la necessità di trovare soluzioni più efficaci: “Se chiudi il tetto del Centrale mentre tutti gli altri continuano a giocare sotto il sole, non è giusto. Anche se ovviamente per me sarebbe fantastico giocare al coperto in una giornata così calda“. Djokovic ha poi ricordato quanto accaduto in passato agli Australian Open, dove in alcune occasioni i match sono stati sospesi per ore a causa delle temperature proibitive. “Credo che negli Slam questo non dovrebbe essere un problema: ci sono tanti campi, ci sono le luci, si possono riprogrammare gli incontri“.
Guardando al prossimo turno, Djokovic ha analizzato il suo prossimo avversario, che sarà Joao Fonseca. Sul brasiliano ha speso parole importanti: “Il suo potenziale e la sua qualità sono evidenti. È un giocatore da grandi palcoscenici, ama le grandi occasioni“.
Infine, Djokovic ha parlato con affetto del giovane greco Rafael Pagonis, promessa del tennis internazionale che ha seguito il suo match dagli spalti. “È un ragazzo splendido, con una grande energia positiva“, ha rivelato. “Ha solo 14 anni ma possiede già enormi qualità. Io sono sempre disponibile a dargli consigli“. E quando il padre del giovane gli ha scherzosamente proposto di entrare nel team una volta ritirato, Djokovic ha replicato ridendo: “Dovrà aspettare ancora molto tempo. Probabilmente si ritirerà lui prima di me“.
