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MotoGP, nel 2026 un ‘privato’ spezzerà “La maledizione del Mugello”? Dal 2002 vincono solo i Factory Team!

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Fabio Di Giannantonio
Fabio Di Giannantonio Lapresse

Il Gran Premio d’Italia 2026 di MotoGP andrà in scena dal 29 al 31 maggio. In prossimità dell’appuntamento del Mugello, è doveroso riportare d’attualità un tema già emerso nel 2025 dopo l’affermazione di Marc Marquez, impostosi sulla pista toscana dopo essere montato in sella alla Ducati, a ben 11 anni di distanza dal suo unico trionfo montando una Honda.

Quello del nostro Paese è il solo Gran Premio in cui, nell’epoca della MotoGP, non si è ancora vista una vittoria di un team privato! Si tratta di un dato eclatante, considerato come il confine tra moto “ufficiale” e struttura “satellite” sia diventato molto labile. Dopotutto, viviamo in un’epoca in cui piloti alieni ai cosiddetti Factory Team sono stati addirittura in grado di vincere il titolo mondiale.

Eppure, al Mugello, si riscontra questa anomalia assoluta. Di fatto, l’autodromo situato a Scarperia e San Piero rappresenta una roccaforte degli “ufficiali”. Per trovare l’affermazione di un privato si deve tornare addirittura al 2001, quando in una gara spezzata in due dalla pioggia e completata per somma dei tempi, il Team Pons fece doppietta con Alex Barros a imporsi davanti a Loris Capirossi.

All’epoca si correva ancora con le 500cc a due tempi. Da quando esiste la MotoGP, ossia dal 2002, il Mugello si è sempre rivelato inespugnabile per le strutture satellite. Quello di Marc Marquez nel 2025 è stato il ventitreesimo successo consecutivo di un Factory Team; e la dinamica è tutto fuorché scontata.

Solo il Gran Premio di Malesia viveva una situazione analoga, seppur con la tara di due edizioni in meno rispetto al Gran Premio d’Italia (quella cancellata nel 2011 dopo l’incidente costato la vita a Marco Simoncelli e quella del 2021, non disputata a causa degli strascichi della pandemia). Tuttavia, non bisogna dimenticare come nel 2025 a Sepang abbia vinto Alex Marquez su una Ducati Gresini. Indi per cui, i privati hanno spezzato la “maledizione malese”.

Resta viva quella italiana. La domanda è se il Mugello rimarrà proibito per i centauri delle squadre satellite, oppure se assisteremo a un evento nel suo piccolo privo di precedenti nella storia della MotoGP. Tutto dipenderà da chi passerà per primo sotto la bandiera a scacchi. I vari piloti quasi sicuramente non lo sanno, il tema appena esposto rimane sullo sfondo. Resta, però, curioso. Un valore aggiunto al già di per sé interessante Gran Premio d’Italia.

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