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L’Italia del salto con gli sci e della combinata nordica ‘vede la luce’. Trovati i nuovi allenatori, manca solo l’ufficialità
Nei giorni scorsi era stato spiegato come l’Italia del salto con gli sci maschile e della combinata nordica si trovasse in una situazione disdicevole, quella di essere priva di una guida tecnica e di non avere la più pallida idea di quali potessero essere le sue figure di riferimento, deputate a guidare le squadre e stilare i programmi di lavoro in vista del 2026-27.
D’altronde, maggio è il mese in cui si inizia a preparare la successiva annata agonistica, sia in termini tecnici che atletici. Inoltre, non va dimenticato come il salto con gli sci abbia anche una stagione estiva, nella quale le nazioni di seconda e terza fascia possono mietere punti importanti per il World Ranking List, la graduatoria tramite la quale vengono determinate le quote per la Coppa del Mondo.
Ebbene, finalmente le sconfortanti nebbie dell’indeterminatezza sarebbero prossime a essere volatilizzate, in maniera tale da poter ammirare nuovamente un po’ di azzurro all’orizzonte del futuro delle due discipline. Non c’è ancora niente di ufficiale, ma le ultime voci di corridoio affermano che sia stata individuata la persona deputata a prendere in mano il salto con gli sci maschile.
Non si fanno nomi, per rispetto. Innanzitutto per chi deve comunicare ufficialmente la notizia; in secondo luogo verso le persone coinvolte, soprattutto verso chi nelle ultime due settimane si è prodigato per uscire dall’empasse, garantendo un avvenire al settore. Perché se è stato sistemato il salto maschile, significa che anche la combinata nordica è stata messa a posto (proprio lo skispringen, come lo chiamano in Germania, avrebbe rappresentato il nodo di Gordio da sciogliere).
Forse, chi di dovere, non si è mosso come Alessandro Magno agì per risolvere il suo problema. Avrebbe trovato una soluzione molto meno drastica e spregiudicata al rompicapo. Ciò che conta, però, è che il salto con gli sci italiano abbia evitato di restare alla deriva. Già gli atleti si contano sulle dita di una mano, rimanere senza figura di riferimento avrebbe potuto avere conseguenze irreparabili per un ambito costretto a recitare la parte del vaso di terracotta in mezzo a quelli di metallo.
Ora si può cominciare a lavorare in vista del Summer Grand Prix (che scatterà a inizio agosto) e soprattutto dell’inverno 2026-27. Grandi ambizioni non ce ne sono, sia chiaro. Però sarebbe stato delittuoso lasciare a sé stesso un settore nel quale si è investito pesantemente in termini di infrastrutture (i nuovi trampolini di Predazzo, soprattutto quello grande, sono dei gioielli).
L’Italia del salto con gli sci (e della combinata nordica) avrà modo di ripartire. L’augurio è che il quadriennio cominci nel migliore dei modi, senza quegli screzi e rivalità interne che da decenni contraddistinguono un ambiente tanto piccolo quanto pepato. Si spera che tale carica possa essere sfruttata per emergere all’esterno e non collassare all’interno.
