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La reazione d’orgoglio di Giulio Pellizzari: prima la fuga, poi il gregariato per Hindley

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Giulio Pellizzari
Giulio Pellizzari - Lapresse

A volte basta una reazione d’orgoglio per riprendere linfa e lanciarsi verso il futuro. Il Giro d’Italia 2026 è stato sicuramente il punto più basso della carriera di Giulio Pellizzari, partito con il grande obiettivo del podio e schiacciato da un virus e dalle pressioni che lo hanno costretto a rinunciare alla possibilità di far classifica.

L’azzurro, dopo un paio di giornate passate a staccarsi anzitempo dal gruppo dei migliori, ha ritrovato smalto e nella diciannovesima tappa, con arrivo in quel di Alleghe, si è lanciato all’attacco, disputando una frazione coraggiosa e anche utile alla propria squadra.

Dopo aver per lunghi tratti collaborato all’azione della prima ora, dando anche supporto a Giulio Ciccone per la battaglia nella Maglia Azzurra (proprio l’italiano della Lidl-Trek ha ringraziato il connazionale nel dopo gara), si è lasciato sfilare sull’ultima ascesa verso Piani di Pezzè per svolgere il ruolo da gregario per Jai Hindley.

La Red Bull – BORA – hansgrohe ha chiesto l’aiuto di Pellizzari e Giulio non si è tirato indietro: era in lotta per la vittoria di tappa ma si è lasciato sfilare ed ha tirato al meglio per un chilometro per l’australiano che, grazie anche a questa trenata, si è preso il podio virtuale in classifica generale. E domani per Pellizzari altra tappa interessante: proverà a giocarsi la vittoria di tappa?

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