Atletica
La novità Sofia Fiorini: “Maratona agli Europei, poi mi concentrerò sulla mezza verso Los Angeles 2028”
L’ospite dell’ultima puntata di Sprint Zone, il programma condotto da Ferdinando Savarese sul canale YouTube di OA Sport, è stata Sofia Fiorini, sicuramente uno dei talenti emergenti più luminosi dell’atletica e della marcia italiana. Dopo il fantastico argento nella 42,195 km ai Mondiali a squadre di Brasilia, Sofia Fiorini ha conquistato un altro prestigioso secondo posto nel Gran Premio di La Coruña, una delle gare più importanti del panorama internazionale, battendo campionesse del calibro di María Pérez e Antonella Palmisano e firmando anche il nuovo record europeo Under 23 nella mezza maratona.
Il commento sulla grande prestazione a La Coruna: “È stato incredibile anche per me. La decisione di partecipare a questa gara è arrivata, in realtà, soltanto due settimane prima dell’evento, perché l’ultima maratona era stata il 12 aprile. Dopo quella gara ho affrontato un periodo in cui mi sono concentrata soprattutto sul recupero fisico, dato che l’obiettivo principale erano e saranno gli Europei. Era fondamentale recuperare al 100% e non correre rischi dal punto di vista fisico. Per questo motivo non ho svolto alcun lavoro specifico per preparare la mezza maratona di La Coruña. Però ho colto l’occasione di partecipare, anche perché era la mia prima volta in una tappa del circuito internazionale di marcia. La Coruña è una delle gare storiche di questa disciplina. Non ho avuto modo di prepararla nel dettaglio, quindi sono partita con l’idea di divertirmi e di capire a che punto fossi come condizione fisica dopo la maratona. Mi sono sicuramente sorpresa, perché non pensavo di avere una tenuta così buona su quei ritmi. Erano ritmi che avevo allenato, ma mai mantenuti per così tanti chilometri. Chilometro dopo chilometro mi sorprendevo da sola nel riuscire a restare nel gruppo di testa. Per questo sono molto soddisfatta della mia prestazione”.
Ancora sulla gara in Spagna, con alcune modifiche rispetto al passato: “La cosa più particolare che abbiamo affrontato quest’anno è stata la modifica dello storico percorso della gara. A causa di alcuni lavori, infatti, il tracciato tradizionale non era disponibile e hanno introdotto un nuovo percorso sul porto che, secondo me, non era particolarmente adatto. Prima di tutto per il fondo stradale: invece del classico asfalto, c’erano piastre e mattonelle, quindi l’impatto al suolo era molto più duro e, alla lunga, poteva creare problemi a livello fisico, articolare e muscolare. Inoltre, era un percorso poco lineare. Di solito abbiamo un rettilineo con due boe, quindi un tracciato che comporta pochi rallentamenti. In questo caso, invece, oltre alle due boe classiche, c’erano quattro o cinque curve molto impegnative, soprattutto quando ci si trovava in gruppi numerosi, perché eri costretto a rallentare continuamente. Dal punto di vista del percorso, quindi, non era ideale per ottenere grandi prestazioni”.
Gli aspetti tecnici su cui sta lavorando: “Ci sono elementi da migliorare. Per esempio, la mobilità della parte superiore del corpo. Riguardando la gara e confrontandomi con le altre atlete, ho notato di essere molto più rigida, con un gesto più contratto. Devo quindi rendere il movimento delle braccia più armonioso e fluido. Questi sono tutti spunti che emergono anche grazie a gare di questo tipo, soprattutto quando ti confronti direttamente con le avversarie. Ti aiutano a capire dove devi lavorare, dove puoi migliorare e quali sono invece i tuoi punti di forza. Da questo punto di vista, è stato un confronto molto utile anche sul piano tecnico”.
Importante per lei è stato il trasferimento a Milano con il tecnico Alessandro Cardellini: “Questo è stato il mio primo anno con il nuovo allenatore, Alessandro Cardellini, e sicuramente questo rappresenta il cambiamento più grande. Mi ero trasferita rapidamente a Milano nel settembre 2024 e, nei primi mesi, continuavo ancora a seguire i programmi del mio allenatore precedente, Massimo Passoni. Poi, dal 25 maggio 2025, anche se già mi allenavo a Milano nel gruppo di Alessandro, ho iniziato ufficialmente a seguire i suoi programmi. Da lì è cambiato l’approccio all’allenamento, così come le metodologie. Però il cambiamento più importante, per me, è stato allenarmi in compagnia. In precedenza avevo sempre marciato da sola, quindi trovarmi in gruppo mi ha dato uno stimolo completamente diverso. Questo ha inciso soprattutto sull’intensità degli allenamenti. I doppi allenamenti li facevo già anche prima, quindi il numero delle sedute è rimasto praticamente lo stesso, magari con settimane leggermente diverse, ma senza cambiamenti drastici dal punto di vista quantitativo. È cambiato soprattutto il modo di affrontare gli allenamenti, l’intensità e la preparazione atletica“.
Un cambiamento non solo tecnico: “Credo che la svolta sia stata anche mentale. Durante la preparazione invernale ho acquisito sempre più fiducia nelle mie qualità e soprattutto più convinzione. Poi, chiaramente, un conto è fare certe cose in allenamento e un altro è riuscire a portarle in gara. Avevo iniziato la stagione con buone aspettative, perché arrivavo da una preparazione invernale molto positiva, iniziata addirittura ad agosto e portata avanti senza interruzioni. Però poi bisogna trasformare quel lavoro nei risultati in gara. E devo dire che nemmeno io mi aspettavo risultati così importanti, soprattutto in tempi così rapidi. Sapevo che sarebbero arrivati, ma le tempistiche mi hanno sorpresa”.
Non solo la distanza della maratona, ma anche la mezza: “Quando ho cambiato allenatore ero ancora nel pieno della stagione e avevo gli Europei Under 23 sui 10.000 metri, quindi all’inizio della preparazione il focus era quello. L’idea di passare poi alla maratona, però, è arrivata subito, inizialmente come gara introduttiva della stagione, non necessariamente come obiettivo principale. Già l’anno precedente avevo iniziato con la 35 chilometri e poi ero passata alla 20, quindi era un modo per sfruttare il lavoro e i chilometri accumulati durante l’inverno. Poi, visto il risultato ottenuto nella prima gara, quella prestazione mi ha motivata a continuare sulla maratona fino ai Mondiali in Brasile. La mezza maratona, però, non l’ho mai dimenticata. Eravamo convinti che la maratona fosse diventata importante, ma allo stesso tempo volevamo capire il mio livello anche sulla distanza più breve. Quest’anno, alla fine, ho scelto di non focalizzarmi in maniera specifica sulla mezza, però sicuramente nei prossimi anni sarà quella la distanza principale, considerando che per il 2028 la distanza olimpica sarà proprio la mezza maratona e non la maratona”.
Risultati che hanno portato alla convocazione dell’Europeo: “L’obiettivo, chiaramente, è prima di tutto confermare la condizione mostrata in questa stagione. Gli Europei rappresentano l’evento più importante dell’anno. Le gare a squadre sono state importanti, ma qui stiamo parlando del mio primo Europeo individuale assoluto. Sicuramente l’obiettivo secondario è salire sul podio, insieme a un miglioramento cronometrico rispetto alle mie prime due maratone, perché è una risposta sul piano del tempo che voglio cercare”.
I prossimi appuntamenti: “Da qui agli Europei farò soltanto i Campionati societari sui 5.000 metri e poi i 10.000 ai Campionati Italiani di Firenze”.
