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Giro d’Italia 2026, i promossi e bocciati dopo le prime nove tappe. Vingegaard in controllo, Mas in difficoltà
Primo giorno di riposo per il Giro d’Italia 2026. Sono andate in scena le prime nove tappe, ieri l’arrivo in salita al Corno alle Scale, domani spazio invece all’unica cronometro di questa Corsa Rosa. Andiamo a scoprire i promossi e i bocciati dopo le prime nove tappe.
PROMOSSI
Jonas Vingegaard: piena gestione per il danese della Visma | Lease a Bike. Appare in totale controllo, lui, con la squadra. Ha vinto due tappe, senza esagerare e limitandosi a scattare nel momento giusto. Non ha ancora conquistato la Maglia Rosa per scelta, a cronometro può fare la differenza e creare un gap già incolmabile.
Felix Gall: appare, per ora, l’unico rivale di Vingegaard. Ha perso meno di trenta secondi tra Blockhaus e Corno alle Scale sulle sgasate del danese ed è tutto dire. L’austriaco in salita va fortissimo, purtroppo a cronometro probabilmente perderà qualche secondo di troppo, ma nell’ultima settimana può addirittura tentare l’attacco al danese.
Afonso Eulálio: che sorpresa il giovane portoghese della Bahrain – Victorious. Ha conquistato la Maglia Rosa andando in fuga ma adesso non vuole assolutamente lasciarla. Non si pone limiti, l’obiettivo è sicuramente la top-10 in classifica generale a fine Giro, ma chissà dove può arrivare.
Paul Magnier: il francese con le due volate in Bulgaria ha fatto vedere di essere, al momento, il miglior velocista presente in questa Corsa Rosa. La Maglia Ciclamino diventa davvero difficile da sfilare dalle spalle del corridore della Soudal Quick-Step.
Jhonatan Narváez: con una UAE Team Emirates – XRG in difficoltà a causa della brutta caduta in Bulgaria che ha messo fuori gioco tre corridori ci pensa l’ecuadoriano a sollevare il morale. Due bellissime vittorie di tappa tra Cosenza e Fermo.
Davide Ballerini: l’unica gioia per adesso in casa Italia l’ha portata il corridore della XDS Astana Team con la bellissima vittoria arrivata sul traguardo di Napoli.
BOCCIATI
Enric Mas: lo spagnolo, spesso piazzato nei Grandi Giri (tra Tour e Vuelta), arrivava come capitano della Movistar e con grandi ambizioni in chiave podio. Respinto in ogni arrivo in salita, lontanissimo in classifica generale.
Jonathan Milan: dispiace dirlo, ma questo inizio di Giro per il velocista della Lidl-Trek è stato da dimenticare. Ambiva a più successi di tappa e alla Maglia Ciclamino, invece per ora non è arrivato nulla di tutto ciò. C’è ancora spazio per riscattarsi.
Egan Bernal: tra Tour of the Alps e Liegi aveva fatto ben sperare in vista della Corsa Rosa, invece il colombiano non è riuscito per ora a trovare la gamba giusta e dovrà probabilmente limitarsi a fare da gregario ad Arensman.
