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Nuoto

Filippo Megli: “La base per la 4×200 sl c’è, sono sicuro che arriverà anche Ragaini. Con gli anni aumentano le variabili”

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Filippo Megli
Filippo Megli / LaPresse

Altra puntata speciale di OA Focus, il programma condotto da Alice Liverani sul canale YouTube di OA Sport. Si ritorna nuovamente a Firenze, dove si allena Filippo Megli. Il nuotatore toscano si è raccontato ai nostri microfoni, ripercorrendo tutte le fasi della sua lunga carriera dentro e fuori dalla vasca.

Una carriera cominciata ormai dieci anni fa: “Nel 2015 è stato l’anno in cui ho capito veramente di poter fare qualcosa nel nuoto. Nel 2016 c’è stata la prima nazionale assoluta, venendo accolto da matricola da Filippo Magnini e da altri nomi importanti del nuoto italiano. In quel momento mi sono sentito veramente parte di qualcosa di grande, portando a casa anche poi una medaglia in staffetta anche se nel ruolo di riserva“.

La medaglia del cuore: “Quella di Glasgow è la prima in cui mi sono sentito far parte di un team, in cui veramente ho sentito il valore della prestazione. Ce ne sono tante altre, ma mi focalizzo sull’ultima, quella di Budapest 2024, che è la prima medaglia mondiale e non essendo uno specialista della vasca corta è sicuramente speciale. Avevo avuto tanti problemini dopo le Olimpiadi, dopo un campionato italiano andato malissimo, arrivare lì e fare il mio personale e poi conquistare la medaglia è stata una bella soddisfazione“.

Nel 2019 ai Mondiali in Corea del Sud, riesce a battere il primato italiano di Emiliano Brambilla: “Forse sono riuscito a battere anche un record negativo, visto che ho perso due medaglie, tra individuale e staffetta, per soli sette centesimi totali e non so se c’è qualcuno che ha fatto di meglio. A Gwangju è stata la massimo espressione che ho avuto nel nuoto. Sono arrivato in grande forma e sono riuscito a battere il record italiano prima in semifinale e poi anche in finale. Purtroppo ho avuto il rammarico del quinto giorno di 200 stile, nella finale della 4×200 non sono riuscito a ribatterlo e ho peggiorato quel decimo che è bastato per farmi subire la sconfitta della staffetta. Mi sono preso il peso del non essere riuscito a dare il massimo e quella cosa, guardando la mia frazione, mi ha fatto soffrire. Rimane un’esperienza straordinaria”.

Barattare almeno una medaglia per quel record: “Una domanda difficile perché la medaglia è un qualcosa di importantissimo e fa la differenza, però il record italiano resta a livello nazionale e storico più importante. Alla fine il record italiano non è una cosa che succede ogni giorno”. 

I problemi del 2020: “Sicuramente è stato un momento drammatico per tutti. Poi finito il lockdown è arrivato pure l’infortunio alla spalla, che probabilmente mi portavo dietro da tempo e che non ho curato nel momento giusto. Non riuscivo più a girare la spalla ed era scomparsa la mobilità completa. Mi sono trasferito a Forli, dove ho vissuto due settimane all’interno di uno studio fisioterapico, cercando poi di inserire nuovamente il ritorno in acqua. A settembre sono tornato a nuotare, ma non ad allenarmi. Poi mi sono preso anche il Covid e da novembre a dicembre sono rimasto fermo per oltre un mese. In pratica sono rimasto fermo un anno”.

Il ruolo di guida di una staffetta con tanti giovani molto interessanti e competitivi: “Sicuramente la base di talento c’è. Bisogna lavorare molto e ci sono tanti ragazzi che stanno crescendo con grande velocità. Soprattutto un Carlos D’Ambrosio, che ha battuto il mio record italiano l’anno scorso proprio prima della mia batteria in semifinale a Singapore. Sono sicuro che avrà davanti una grandissima carriera. Bisogna lasciarlo crescere senza troppe aspettative e pressioni. Io ho sempre possibilità di confrontarmi anche con Alessandra Ragaini, che lo vedo anche molto simile a me caratterialmente, ma sono sicuro che arriverà anche lui”.

Le prospettive future: Andando avanti con gli anni ci sono tantissime altre cose nella vita sotto ogni punto di vista. Iniziano a sommarsi tante variabili e trovare la quadra e la mentalità giusta è sempre difficile. Vorrei riportare il miglior Megli in vasca, ma non è facile. Non lo posso negare, ma già rendermi conto di questo è importante”.

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