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Curling, il futuro è in Asia? Il dato legato ai Mondiali junior e al ranking. Le ragazze asiatiche sempre più forti
C’è un dato riguardo al curling passato completamente inosservato, ma che merita di essere sottolineato. Si tratta di un’analisi sui fatti verificatisi a livello giovanile, i quali sono però lo specchio di quanto si sta verificando in campo senior, ossia la prepotente ascesa del continente asiatico e il contestuale aumento della concorrenza internazionale, con tutti gli annessi e connessi legati alla competitività europea.
Nei giorni scorsi, a Edmonton, si sono disputati i Mondiali junior di doppio misto. Li ha vinti il Giappone composto da Yuina Miura/Kaito Fujii, che in finale ha sconfitto il Canada. Bronzo alla Scozia, quarta la Danimarca. Sappiamo che il mixed double è un’espressione accessoria del curling, una sorta di spin-off della disciplina per regole e dinamiche, alla quale è tuttavia stata conferita dignità olimpica e, dunque, deve essere equiparata al curling vero e proprio.
Però, ai Mondiali junior 2026 del curling tradizionale, come sono andate le cose? Fra gli uomini hanno vinto gli Usa, sperando in finale l’Italia. Scozia e Canada le altre semifinaliste. Tra le donne, ha invece primeggiato la Corea del Sud, sconfiggendo la Svezia nella finale per il titolo. Terza la Cina e quarti gli Stati Uniti.
Signore e signori, a ben guardare, l’Europa è rimasta a bocca asciutta a livello giovanile. Non solo, l’Asia ha vinto 2 titoli su 3. Tale dinamica si inserisce nella scia di quanto visto nei Grand Slam della stagione 2025-2026, vero specchio della geografia globale. Se guardiamo al ranking mondiale, ci renderemo conto di come il settore femminile stia venendo sempre più colonizzato da team asiatici.
D’accordo, le prime cinque squadre provengono da Svizzera (Tirinzoni e Schwaller), Svezia (Hasselborg) e Canada (Homan e Einarson). Tuttavia, allargando lo sguardo alle posizioni dalla sesta alla venticinquesima, ci si renderà conto di come vi siano ben cinque team giapponesi e quattro coreani, ai quali ne va aggiunto uno cinese.
Curioso notare come il Giappone e la Sud Corea facciano molta più fatica tra gli uomini, mentre la Cina sia l’unico Paese asiatico ad avere un livello comparabile fra le eccellenze delle due metà del cielo. C’è una ragione biologica (la forza fisica, più preponderante della pura strategia) dietro a tutto ciò? A chi è un vero e proprio addetto ai lavori il compito di dare una risposta in merito.
Qui ci si limita a prendere atto di come, le Vibrie d’Oriente si siano lanciate alla conquista del Mondo. Due medaglie su tre ai Mondiali junior, il doppio misto trainato dalla ragazza. Sono partite da Est, queste Vibrie, e si muovono verso occidente. Dunque, è evidente come le prime a dover fare i conti con loro siano le nazioni europee, che dovranno lottare sempre di più per emergere in futuro. Almeno tra le donne. Poi, vedremo, se negli anni a venire anche i Draghi orientali sapranno fare tanto quanto la loro controparte priva di cromosoma Y.
