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Nuoto

Benedetta Pilato rompe il silenzio: “Tanto odio nei miei confronti, penso quello che voglio io”

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Benedetta Pilato
Benedetta Pilato / LaPresse

Doveva essere a Montecarlo per una nuova tappa del circuito Mare Nostrum, invece Benedetta Pilato è riapparsa a Roma, al Circolo Canottieri Aniene, in veste di testimonial per la donazione del sangue. Un ritorno pubblico inatteso, soprattutto perché arriva pochi giorni dopo il silenzio scelto agli Assoluti di Riccione, dove la tarantina aveva evitato i microfoni, ricordando il pass conquistato nei 50 rana per gli Europei estivi.

Nella capitale, però, la nuotatrice azzurra è tornata a parlare, affrontando temi diversi: dal futuro olimpico alle polemiche degli ultimi mesi, passando per il caso del furto avvenuto all’aeroporto di Singapore insieme a Chiara Tarantino.

Il primo pensiero è inevitabilmente rivolto a Los Angeles 2028 e alla prospettiva, ormai concreta, di vedere i 50 rana nel programma olimpico. “Le Olimpiadi sono molto vicine. Quattro anni sembrano tanti, ma si lavora sempre per un obiettivo a lungo termine“, ha spiegato Pilato, sottolineando quanto la programmazione sia già orientata verso il prossimo quadriennio. La pugliese guarda con fiducia all’introduzione della distanza sprint: “Penso e spero che lasceranno i 50 rana anche nelle altre edizioni. È sicuramente una bella occasione“.

A 21 anni, Benedetta sente di avere ancora tempo e margine per costruire il proprio percorso ad altissimo livello: “Sono in un’età ancora molto favorevole e conto di non fermarmi a Los Angeles, spero di crearmi altre occasioni“. Un ragionamento che cambia inevitabilmente prospettive e ambizioni: “Sicuramente avere la doppia possibilità su due gare cambia molto“.

Nel corso dell’incontro romano, Pilato è tornata anche sulla vicenda di Singapore, episodio che nei mesi scorsi aveva generato forti polemiche e che le era costato una squalifica. Toni misurati, ma parole nette: “Non è l’occasione giusta per parlarne. Non mi interessa parlare del passato, è una vicenda particolare e non meritavo l’odio che ho ricevuto“. Un riferimento diretto alla pressione social e agli attacchi subiti dopo l’accaduto: “Immagina i miei genitori leggere quei messaggi“. Oggi, però, la volontà è quella di archiviare definitivamente la questione: “Ho cancellato tutto, mi sono concentrata su quello che devo fare“.

La ranista azzurra ha poi ripercorso uno dei momenti più discussi della sua carriera recente: le dichiarazioni rilasciate dopo il quarto posto olimpico nei 100 rana a Parigi, sfumato per appena un centesimo. Parole che avevano diviso opinione pubblica e addetti ai lavori, ma che Pilato continua a rivendicare: “Se ripenso a quei momenti, so che ero sincera e la penso ancora così“.

Con il passare del tempo, però, la consapevolezza è cambiata almeno in parte: “È ovvio che col tempo mi sono resa conto che quella medaglia mi avrebbe forse cambiato la vita. O forse no, non lo so“. Nessun rimpianto ostentato, piuttosto la scelta di guardare avanti: “Non mi serve guardare al passato“.

Anche rispetto alle aspettative che da anni accompagnano il suo nome, Benny prova a mantenere una linea personale ben definita: “Io penso a quello che voglio io, sono sempre me stessa e sono più vogliosa di arrivare. L’attesa su di me la creano gli altri“. Adesso il focus è completamente rivolto alla rassegna continentale: “Sto molto bene e lavoro per gli Europei. È l’obiettivo per l’estate“.

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