Tennis
Andy Roddick analizza Jannik Sinner: “Ingiocabile e con numeri folli, ma c’è una variabile”
Jannik Sinner continua a riscrivere la storia del tennis. Il trionfo agli Internazionali d’Italia 2026 ha consegnato al numero uno del mondo un posto speciale anche nell’immaginario sportivo italiano: dopo cinquant’anni, infatti, un azzurro è tornato a vincere sulla terra rossa del Foro Italico, raccogliendo idealmente il testimone di Adriano Panatta.
Ma il successo di Roma è soltanto l’ennesimo tassello di una stagione che sta assumendo contorni irripetibili. Con il titolo conquistato nella capitale, Sinner ha centrato il sesto Masters 1000 consecutivo, impresa mai riuscita a nessuno, dopo i trionfi di Parigi, Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e appunto Roma. Una sequenza che ha impressionato anche Andy Roddick, rimasto quasi incredulo di fronte alla portata statistica dei risultati dell’altoatesino.
L’ex n.1 ATP, nel suo podcast, ha sottolineato come Sinner sia diventato il più giovane di sempre a completare il cosiddetto “Career Golden Masters”, ovvero la vittoria in tutti i tornei Masters 1000 del circuito: “Novak Djokovic ci era riuscito a 31 anni, Sinner lo ha fatto a 24“. Un dato reso ancora più impressionante dalla velocità con cui il pusterese ha raggiunto il traguardo: “Sono passati appena 33 mesi dal suo primo Masters 1000. A Djokovic erano serviti più di dieci anni“.
Roddick ha poi insistito sulla continuità quasi irreale dell’azzurro: “Sei Masters 1000 consecutivi, il precedente record era fermo a quattro“. E ancora: “Le sue 34 vittorie di fila nei Masters 1000 hanno superato le 31 consecutive di Djokovic“. Numeri che, a suo dire, “più li analizzi e più diventano folli“.
Nel ragionamento dell’americano c’è spazio anche per la dimensione storica della cavalcata romana. Sinner è diventato il primo italiano a vincere gli Internazionali dopo mezzo secolo e soltanto il secondo giocatore nella storia a conquistare nello stesso anno Montecarlo, Madrid e Roma sulla terra battuta: “L’unico a esserci riuscito prima era Rafael Nadal nel 2010“.
Roddick si è soffermato anche sull’impatto quasi senza precedenti del dominio statistico dell’azzurro, arrivando a dire che il tennis di Sinner ha ormai superato la dimensione dell’“imbattibile”: “Siamo oltre. In questo momento è semplicemente ingiocabile“.
L’ex campione statunitense ha citato i dati ATP successivi a Indian Wells, evidenziando come il numero uno del ranking tenga il servizio nel 95,5% dei game disputati. “Sta vincendo più di 19 game di battuta su 20 e strappa il servizio agli avversari quasi una volta ogni tre turni di risposta“, ha osservato. Da qui il paragone con alcune delle versioni più devastanti dei grandi campioni del passato: “Sta servendo ai livelli del miglior Djokovic e rispondendo come Nadal e Agassi“.
Non è mancata neppure una riflessione sul modo in cui il circuito sta cercando nuove definizioni per spiegare la grandezza del fenomeno Sinner. “Capisci che un giocatore è davvero speciale quando bisogna inventare nuovi termini per descriverlo“, ha scherzato Roddick, riferendosi proprio all’espressione “Golden Masters”.
L’americano, pur evitando paragoni diretti con Nadal sulla terra battuta, ha ammesso che oggi Sinner si presenta al Roland Garros con uno status raramente visto negli ultimi anni: “Non dirò mai che sia forte sulla terra quanto Rafa, ma credo che arrivi a questo torneo con lo stesso livello di favoritismo che aveva Nadal nei suoi anni migliori“.
Infine, Roddick ha commentato anche il piccolo allarme fisico emerso nella finale romana, quando Sinner ha dato l’impressione di accusare qualche problema nel finale del match. Secondo l’ex tennista statunitense, l’aspetto atletico potrebbe essere una delle pochissime variabili in grado di incrinare il dominio dell’azzurro: “L’unico modo per metterlo in difficoltà sembra essere ‘togliergli le gambe’, sperando che questo condizioni anche le sue scelte in campo“.
